Pietro Scintu, 80 anni, è stato fermato come indiziato per la morte della moglie Carmela Bifano, trovata con gravi ferite alla testa in un agrumeto di Corigliano-Rossano.
Gli investigatori hanno disposto il fermo dopo i primi accertamenti e un lungo interrogatorio. L’uomo aveva riferito di avere trovato la moglie già a terra e di aver visto due persone allontanarsi.
Carmela Bifano trovata morta nell’agrumeto
Il corpo di Carmela Bifano è stato trovato il 18 agosto in un fondo agricolo di Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. La donna aveva 72 anni e presentava gravi lesioni alla testa. Le prime verifiche hanno indicato ferite compatibili con più colpi, forse inferti con una pietra. Nel terreno si trovava anche il marito Pietro Scintu, 80 anni, originario della Sardegna.
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Secondo quanto ricostruito finora, i due avevano trascorso la giornata insieme nell’agrumeto della coppia. Nel tardo pomeriggio è stato Scintu a chiamare le forze dell’ordine segnalando il ritrovamento della moglie. La sua versione è stata sottoposta a verifica dagli uomini del commissariato di Corigliano-Rossano e dalla Squadra mobile di Cosenza.
Il racconto dei due uomini in fuga e il fermo
Scintu avrebbe riferito agli investigatori di avere trovato Carmela Bifano riversa a terra e di avere visto due uomini allontanarsi dalla zona.
Dopo i rilievi sul posto è stato portato in commissariato. L’interrogatorio è proseguito fino alle prime ore della mattina successiva e, al termine, la Procura della Repubblica di Castrovillari ha disposto il fermo di indiziato di delitto.
Gli elementi precisi che hanno portato la Procura a ritenere necessaria la misura non sono stati resi pubblici nel dettaglio. Le fonti disponibili indicano che gli investigatori hanno concentrato fin dall’inizio gli accertamenti sulla sfera familiare e sulla ricostruzione fornita dal marito.
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Il fermo non equivale a una condanna e dovrà essere valutato dall’autorità giudiziaria secondo le procedure previste. Resta da determinare anche la dinamica esatta dell’aggressione.
L’autopsia dovrà stabilire la causa precisa della morte, il numero e la natura dei colpi, il possibile oggetto utilizzato e altri elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti di vita della donna.
La Procura procede per omicidio. Al momento non è ancora possibile qualificare definitivamente il caso come femminicidio, perché movente e dinamica devono essere accertati. Anche RaiNews, nel ricostruire gli omicidi di donne avvenuti nelle ultime settimane, precisa che nel caso Bifano l’eventuale natura di genere del delitto è ancora da verificare.

