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Cronache
Covid, ex presidente 118 siciliano: in ospedale a Ribera posti letto fantasma

L'Asp di Agrigento aveva annunciato ufficialmente l'attivazione dal primo marzo di 12 posti letto di degenza ordinaria Covid, presso l'ospedale di Ribera, liberando così i posti letto di Medicina, del vicino ospedale di Sciacca, precedentemente requisiti per essere destinati al trattamento dei pazienti Covid ma i fatti di questi giorni smentiscono clamorosamente questi due annunci”, lo ha dichiarato Gaetano Montalbano, ex presidente della SEUS, società regionale che gestisce le ambulanze del 118 in Sicilia. 

Montalbano, sentito dal nostro giornale, ha confermato nella sostanza quanto riferito all’Ansa “Il reparto Covid dell'ospedale di Ribera appare sempre più come un 'reparto fantasma', sono trascorsi 17 giorni ma quei posti non sono stati attivati e il vicino ospedale di Sciacca non ha recuperato alcuna delle sue funzioni originarie, nonostante gli annunci” ed aggiunge “la regione ha deciso di trasformare il nosocomio riberese in struttura Covid prevedendo reparti di terapia intensiva, di sub intensiva e 40 posti di degenza ordinaria, il tutto doveva essere pronto già alla fine di ottobre ma ad oggi nonostante l'annuncio dell'attivazione di soli 12 posti di degenza ordinaria non c'è nessuna traccia di ricoveri”.

“Con la salute della gente non si scherza – prosegue Montalbano – l’assessore regionale della salute Ruggero Razza ed il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci dovrebbero fare immediata chiarezza ed intervenire per risolvere la situazione soprattutto alla luce dell'improvviso aumento dei contagi nella zona che hanno portato alla saturazione dei posti letto presso il nosocomio saccense e alla dichiarazione della zona rossa a Sciacca”.

“Questi posti dichiarati alla stampa come attivi dal primo marzo sono stati caricati come attivi anche nei documenti e sulle piattaforme con le quali la regione comunica con il ministero e sulla base dei quali vengono valutate le attribuzioni dei colori? - si chiede l’ex amministratore del 118 siciliano - questo non lo so e spero proprio di no, sarebbe gravissimo”.

“Non si comprende - continua Montalbano - come mai il tunnel di sanificazione per le ambulanze del 118, installato da tempo presso l'ospedale di Sciacca, risulti ancora non utilizzabile e le ambulanze siano costrette a rimanere ferme per ore in attesa di essere sanificate, dalle squadre operative della Seus provenienti da Agrigento e munite di attrezzature mobili”. 

“Ancora più grave - sottolinea Montalbano - è la mancata previsione del medesimo tunnel di sanificazione presso l'ospedale di Ribera che nelle previsioni dovrebbe essere una struttura Covid. Come e’ possibile programmare una struttura Covid senza prevederne l’istituzione di un centro di sanificazione per i mezzi del 118? Esiste, tra l'altro, un decreto del 2015, emanato dall' assessore regionale della salute dell’epoca Lucia Borsellino, che prevede l’istallazione di centri di sanificazione in ogni struttura ospedaliera sede di pronto soccorso. A Ribera c'è il pronto soccorso ma non c'è il centro di sanificazione. Una normativa lungimirante e di buon senso, quella decretata dalla figlia del magistrato assassinato dalla mafia, che però è rimasta largamente disattesa nonostante tutti i soldi spesi in tempi di covid dalla sanita’ siciliana. Assurdo”.

“Mi auguro - conclude Montalbano - che il documento di valutazione dei rischi per medici, infermieri e autisti soccorritori che operano sulle ambulanze del 118 sia stato adeguatamente aggiornato alla luce dell’aumento del rischio biologico connesso all’esplosione della pandemia e che siano state adottate le giuste misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. La mancata previsione di un centro di sanificazione presso un ospedale covid non e’ certo un segno positivo in tal senso”.

 

 

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