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Crisi, gli italiani riscoprono lavori poco qualificati.

Regge all’impatto della crisi l’occupazione straniera nelle piccole e medie imprese italiane: a fronte del calo dell’1,1 per cento sul totale degli occupati, gli stranieri si fermano a -0,6 per cento. Ma qualcosa potrebbe cambiare presto. Secondo l’indagine della Fondazione Leone Moressa di Mestre su mille pmi italiane, infatti, gli imprenditori non si dicono preoccupati se gli immigrati, per ipotesi, decidessero di lasciare l’Italia, visto che ora troverebbero senza troppa difficoltà manodopera disponibile tra gli italiani.

“Gli imprenditori – spiegano i ricercatori della Moressa – valutano positivamente il lavoro degli stranieri, anche per la loro professionalità e flessibilità, e non percepiscono in loro la volontà di lasciare l’Italia. Tuttavia, non è da escludere che la crisi possa riportare lavoratori italiani verso quei lavori – poco qualificati – da cui si erano allontanati”.

Questi i dati emersi dall’indagine. Oltre il 43 per cento degli stranieri occupati nelle pmi lavora nella produzione, mentre quasi un terzo nell’edilizia. Quest’ultimo è anche il settore con la maggiore incidenza dei lavoratori stranieri sul totale della forza lavoro (16,7 per cento). La componente femminile tra gli addetti stranieri si attesta attorno al 18,3 per cento. Al momento il 70,9 per cento degli addetti stranieri ha un contratto a tempo indeterminato, ma per le future assunzioni la percentuale scende bruscamente al 28,6 per cento.

A livello settoriale, l’edilizia mostra il maggiore calo degli occupati (-1,5 per cento), mentre l’unico comparto in cui l’occupazione straniera cresce è quello dei servizi alla persona (+0,5 per cento). In quasi la metà dei casi (47,1 per cento) il lavoratore straniero viene reclutato attraverso il contatto diretto. Oltre il 90 per cento degli imprenditori richiede la conoscenza della lingua italiana. La maggioranza degli imprenditori intervistati giudica il lavoro degli stranieri equivalente (38,1 per cento) rispetto a quello svolto dagli italiani.