Giuseppe Cruciani parla, come sempre, senza peli sulla lingua e affronta vari temi, dalla possibile candidatura a sindaco di Milano, fino a episodi di vita privata. “Salvini – dice Cruciani a Il Corriere della Sera – mi ha proposto come sindaco di Milano. Conosco bene Sala, lo incontro anche a casa di amici comuni. Ha sottovalutato un po’ la questione della sicurezza: a maggior ragione trovo incredibile che il centrodestra non trovi un competitor all’altezza. È una follia cercare un candidato che parli solo ai poteri della città, qui serve un sindaco porta a porta, quasi alla Vannacci”.
Poi Cruciani parla di cose personali, come la sua passione per la montagna. “Nella vita – racconta – ho fatto 23 maratone. Faccio un solo pasto al giorno, alla sera. Oggi non corro più; ma quando è finita la giornata, esco e passeggio qualche chilometro. In più c’è la montagna: l’idea di poterci andare è una delle cose a cui aspiro di più. Aspetto quasi tutto l’anno il momento di partire, di ritrovarmi a camminare o a mangiare qualcosa in un rifugio. Arrivare a fine luglio è un obiettivo vero”.
Ma Cruciani si lascia andare anche a confessioni piccanti. “Sono considerato immeritatamente – sostiene il conduttore de La Zanzara – un erede di Vittorio Sgarbi. Se lo sento e lo vedo? No, mai. Ero andato a visitarlo a febbraio 2025, nei mesi più acuti della malattia, è stato un momento molto commovente e privato. Era sdraiato sul divano, in casa a Roma a Santa Maria della Valle. Mi ha fatto molta impressione, ci siamo parlati poco, poi è andato in ospedale. Io ho paura che non torni come prima e lo voglio ricordare al centro di un harem. Capitò a Garda, eravamo io, lui, Malena, altre persone che lo accompagnavano nel castello di un suo amico. Lui a fine serata stava andando verso una stanza con due donne e io volevo partecipare. Mi sono avvicinato, ma lui mi ha fatto capire che non mi voleva come intruso nel suo harem. Voglio ricordarlo così”.

