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Cronache

"Ci sarà un luogo o un momento nella vita in cui incontrerò zia Concetta e le voglio dire, guardandola negli occhi, che non ho fatto niente a Sarah: non l’avrei toccata per nulla al mondo. Lei mi deve guardare negli occhi e mi deve credere: deve capire che io non ho ucciso Sarah, perché so che se anche mi assolveranno a lei resterà sempre un dubbio". Queste le parole che Sabrina Misseri affida al suo avvocato mentre attende la sentenza di primo grado. La ragazza potrebbe essere condannata all'ergastolo. Dal tardo pomeriggio di lunedì, infatti, la corte d'assise di Taranto è riunita in camera di consiglio, nella base navale della Marina Militare a Chiapparo, alle porte di Taranto, per emettere il verdetto sul caso dell'omicidio di Sarah Scazzi:

Dopo 15 mesi e 52 udienze, la sentenza potrebbe arrivare tra giovedì e fine settimana. L'accusa ha chiesto la condanna all'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, figlia e madre, ritenendole responsabili dell'uccisione di Sarah, e nove anni invece per Michele Misseri, padre di Sabrina, che risponde di occultamento di cadavere.

Sabrina al suo legale che le chiede: "Ma se uscirai, dove vuoi andare?" risponde così: "Voglio sparire: ci sarà un posto dove posso sparire". "Lo so che ce l’hanno tutti con me - ammette - ma un filo di speranza ce l’ho". Comunque mantiene i piedi per terra e aspetta il verdetto: per il momento "starò ad ascoltare quello che decidono".

Ancora due-tre giorni per conoscere la sentenza del processo per l'uccisione di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. "L'innocente ha bisogno solo di giustizia. Oggi sono due anni e sei mesi che Sabrina è detenuta. Mi appello alla vostra ragione di assolverla". Ha detto l'avvocato Franco Coppi, legale di Sabrina Misseri

 

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 "Se la assolverete - ha aggiunto l'avvocato al termine della sua replica al processo - ci saranno i soliti cori sgangherati: ancora un delitto senza colpevole? No, ogni delitto ha un colpevole, e qui c'é uno che si proclama colpevole. La giustizia vince o perde solo se è stata pronunciata o meno una sentenza giusta". "Come potrete superare ogni ragionevole dubbio sulla colpevolezza di Sabrina di fronte ad un uomo come Michele Misseri che si accusa del delitto, poi ritratta, e poi ancora ritratta la ritrattazione accusandosi di tutto da due anni?". Gli interrogatori da parte degli inquirenti "sono stati portati avanti in maniera fuorviante" ha aggiunto Coppi. "Siamo certi - ha detto ancora riferendosi al possibile movente del delitto - che il movente sia la gelosia di Sabrina?". Il legale ha quindi attaccato la credibilità di alcuni testimoni dell'accusa. "Non accetto che si dica che la difesa di Sabrina abbia cercato di confondere le acque", ha poi sottolineato l'avv. Franco Coppi. Michele Misseri, che da due anni si accusa del delitto, ha "sempre detto - ha sostenuto Coppi - di aver tentato approcci sessuali con la nipote Sarah e, di fronte al diniego, quel giorno gli salì il calore alla testa e strangolò Sarah. Non ha mai ritrattato questo".

"La famiglia Scazzi non è venuta qui a raccattare giustizia", ha detto l'avv. Nicodemo Gentile, legale di parte civile della mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano Spagnolo, aprendo l'udienza del processo per l'uccisione della quindicenne di Avetrana. Dovrebbe essere l'ultima udienza, riservata alle repliche dei legali di parte civile e dei difensori, prima che la Corte di Assise di Taranto si ritiri in camera di consiglio per la sentenza. "Qualcuno - ha aggiunto Gentile - ha cercato di descrivere Sarah come una ragazzina che mendicava coccole. Basta leggere invece un messaggio di Sabrina Misseri a Ivano del 6 luglio 2010: 'quando mi arrabbio esce il peggio di me stessa per contrastare mia madre e la mia paura piu' grande è di diventare come leì. Ecco l'errore fatto da Sarah e da Concetta: l'aver frequentato quella casa perché lì è stata uccisa". Gentile ha definito il movente sessuale, indicato dalla difesa di Sabrina quale causa del delitto che sarebbe stato commesso, per i suoi legali, da Michele Misseri, una "filastrocca per bambini, esclusa dallo stesso Michele Misseri" quando si autoaccusa dell'omicidio. Gentile ha accusato anche Sabrina di non aver aiutato la Corte dicendo di non ricordare molte circostanze su cosa accadde il 26 agosto 2010, giorno del delitto. 

"L'unico errore che si può commettere in questa vicenda è di lasciare la giustizia italiana senza parole, magari dicendo che Michele era confuso, Sabrina non ha commesso nulla, Cosima dormiva e meno male che Sarah aveva compiuto già 14 anni sennò magari sarebbe stata accusata di abbandono di minore". Lo ha detto l'avv. Nicodemo Gentile, legale di parte civile di Concetta Serrano, nella replica al processo per l'uccisione di Sarah Scazzi. Gentile ha definito Michele Misseri, che si accusa del delitto, "un ventriloquo, un invertebrato senza spina dorsale che ha paura delle donne di casa". "La famiglia Scazzi - ha concluso - vi ha consegnato il suo dolore e attende una risposta dalla giusfizia italiana che non sia muscolare né una vendetta".

"Non accetto che si dica che la difesa di Sabrina abbia cercato di confondere le acque". Lo ha detto l'avv. Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri, nella replica al processo per il delitto di Sarah Scazzi. Michele Misseri, che da due anni si accusa del delitto, ha "sempre detto - ha sostenuto Coppi - di aver tentato approcci sessuali con la nipote Sarah e, di fronte al diniego, quel giorno gli salì il calore alla testa e strangolò Sarah. Non ha mai ritrattato questo". A fine udienza la difesa di Sabrina depositerà una memoria in risposta a quella di 600 pagine circa già depositata dalla Procura.

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