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Cronache

 

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"La morte di Diana fu un omicidio". A 16 anni di distanza, la teoria del complotto - circolata fin dai primi giorni dopo lo schianto nel tunnel dell'Alma, a Parigi - torna a riemergere. A dare la notizia di una possibile svolta nelle indagini è stata, per prima, la britannica Sky News sostenendo che Scotland Yard sta "valutando la credibilità e la rilevanza" di nuove "informazioni", ricevute da fonti militari, in base alle quali la principessa sarebbe stata uccisa. Le nuove informazioni includono anche un riferimento al diario segreto della principessa. La polizia britannica - sostiene l'emittente - "sta valutando seriamente i nuovi elementi ed è possibile che alla fine apra una nuova inchiesta" sulla tragica fine di Lady D, del suo compagno Dodi al Fayed, e dell'autista Henri Paul.

Secondo quanto rivela il Daily Mail, le informazioni arrivate alla polizia riguardano il coinvolgimento, nella morte di Diana, di un membro dell'esercito britannico. Il killer potrebbe essere un soldato? Il sito del tabloid specifica che l'accusa sarebbe stata mossa dagli ex suoceri di un ex militare, che avrebbero riferito informazioni di cui l'uomo avrebbe parlato in passato. La notizia, scrive ancora il sito britannico citando una fonte dell'esercito, è stata poi passata alla Metropolitan Police dalla Royal Military Police.

Il Daily Mirror fa nomi e cita il sergente Danny Nightingale, già finito per due volte davanti ad una corte marziale. Le informazioni sono contenute in una lettera inviata al comandante del reggimento di élite delle Sas (le forze speciali britanniche, lo Special Air Service, istituito durante la II Guerra Mondiale da Winston Churchill), dai suoceri di un cecchino dell'unità, indicato solo come 'soldato N.'. Quest'ultimo era un ex coinquilino del sergente Nightingale e nel testo si vantava che le Sas "erano dietro la morte della principessa Diana".

La missiva, formata da sette pagine scritte a mano, era nota da settembre 2011 al ministero della Difesa, alla polizia militare e alla procura, cui era stata passata dalle Sas, ma senza alcun riferimento all'unità, prima dell'inizio del processo del sergente Nightingale, per il possesso illegale di un'arma.

Il testo recita: "Lui (il soldato N) le ha detto (alla moglie) che erano state le XXX (Sas) ad aver organizzato la morte della principessa Diana e che tutto era stato insabbiato".

Un portavoce reale ha detto che non ci saranno reazioni ufficiali da parte dei principi William e Harry, né da Clarence House, l'ufficio del principe Carlo. Mohammed al Fayed, il padre di Dodi e il proprietario di Harrod's, ha fatto invece sapere di star seguendo con "attenzione e interesse" i nuovi sviluppi in attesa dei risultati. Fayed è stato fin dal primo giorno uno dei fautori della teoria secondo cui la principessa e il suo compagno sarebbero stati assassinati. L'inchiesta ufficiale - chiusa il 7 aprile del 2008 e costata 15 milioni di sterline - ha invece stabilito che la responsabilità

 fu tutta dell'autista, Henry Paul.

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