TERRORISTI ARMATI IN ITALIA – L’Italia è in pericolo. Sul nostro suolo si aggirano liberamente islamici radicalizzati che potrebbero farsi saltare in aria da un momento all’altro. L’allarme arriva dai servizi segreti francesi. Secondo gli 007 d’Oltralpe, infatti, due terroristi in fuga dalla Francia, armati e a bordo di un furgone, sarebbero entrati nel nostro Paese entrando da Ventimiglia. La loro destinazione finale sarebbe comunque la Siria. E non è certo la prima volta che arrivano segnalazioni simili e un’intervista di Affaritaliani.it all’indomani degli attacchi a Parigi aveva posto in luce i mancati controlli al confine.
LE MINACCE ALL’ITALIA – “L’Italia ha proclamato la ricolonizzazione della Libia”, ma non avra’ mai “le ricchezze del Paese senza passare sui nostri cadaveri, non ci arrenderemo mai, sara’ la vittoria o la morte”: e’ il duro atto di accusa di al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) contro l’impegno italiano in Libia. In un video di 23 minuti diffuso dall’agenzia di stampa mauritana Al-Akhbar, il numero due dell’organizzazione terroristica, Abou Oubeid Youssouf al-Anabi, si scaglia contro l’accordo firmato a Skhirat il 17 dicembre scorso sotto l’egida dell’Onu per la creazione di un governo di unita’ nazionale, definendolo un “complotto italiano”. “Non accetteremo mai i risultati dei vostri summit, non taceremo mai il vostro complotto”, “l’accordo non fa l’interesse dei libici ma dell’Italia” che “ha proclamato la ricolonizzazione della Libia, gia’ governata da un generale italiano da Tripoli, che presiede un governo formato da nostri concittadini che hanno scambiato la loro religione e la loro vita con quella di altri”. Una situazione, si aggiunge nel video, che ricorda quella con “Paul Bremer come governatore dell’Iraq e del compagno di crimini Donald Rumsfeld su Baghdad dopo l’intervento criminale di Bush”.
SALAH HA CONTATTATO UN AVVOCATO – Salah Abdeslam, ricercato numero uno per le stragi di Parigi, avrebbe contattato un avvocato, Sven Mary. Lo riferisce una fonte attendibile riportata dall’agenzia belga. “Il legale non ha voluto commentare”, scrive Le Soir. Ma si tratta dello stesso legale che qualche settimana fa si era reso pubblicamente disponibile a difendere il latitante. Che cosa significa? Potrebbe voler dire che Salah si trova ancora in Europa, probabilmente ancora in Belgio. E una mossa legale potrebbe significare che non pensa più di morire per la jihad.
