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La Piazza 2026, Mancini (FI) al raduno dei giovani: “Un fondo perequativo nazionale per le borse di studio”. VIDEO

Al primo raduno delle forze politiche giovanili, il vice coordinatore regionale azzurro: “Nessuno scelga tra Bari e Milano solo per motivi economici”

La Piazza 2026, Mancini (FI) al raduno dei giovani: “Un fondo perequativo nazionale per le borse di studio”. VIDEO

Diritto allo studio e borse di studio non erogate. È la carta giocata da Forza Italia al primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili, andato in scena a margine de La Piazza, la kermesse di Affaritaliani giunta quest’anno alla nona edizione.

«Abbiamo scelto un tema piccolo e grande allo stesso tempo, quello delle borse di studio», spiega Francesco Mancini, vice coordinatore regionale del partito. Il punto di partenza è un paradosso noto agli addetti ai lavori: ogni anno migliaia di studenti risultano idonei per merito e per requisiti ISEE, ma non tutti ricevono l’assegno. «Molto spesso le Regioni non hanno fondi a sufficienza per coprirli tutti», osserva Mancini.

Da qui la proposta: «Introdurre un fondo perequativo nazionale che attinga da quelle Regioni che coprono già il 100% degli idonei». Una misura ponte, nell’impostazione azzurra, in vista di un intervento più strutturale: «Nei prossimi anni arrivare a una revisione del meccanismo nazionale, e quindi dell’articolo 117 della Costituzione, per un diritto allo studio non più basato sulle Regioni ma su livello nazionale». L’obiettivo dichiarato è rimuovere il vincolo economico dalla scelta dell’ateneo: «Un ragazzo non deve essere obbligato a scegliere se studiare a Bari o a Milano su base meramente economica, ma sulla base del merito e del profitto culturale che può trarre dalla città stessa».

Sul format del confronto, Mancini si dice soddisfatto: «Ai raduni siamo abituati, ne facciamo ogni anno con Azzurra Libertà — quest’anno eravamo 1.500 ragazzi — ma solo tra i giovani del nostro partito. Farlo con gli altri è stata una vera novità e ci auguriamo si ripeta anche nei prossimi anni».

Non manca la stoccata all’assente. Al tavolo mancava infatti Futuro Nazionale, la formazione giovanile riconducibile a Roberto Vannacci, e la risposta di Mancini è netta: «Il confronto è la base della democrazia. Quindi ci sono tre ipotesi: o non sono d’accordo con il sistema democratico, o non hanno niente da dire, oppure hanno paura di confrontarsi».

Infine il capitolo energia, tema assente dal dibattito della mattinata ma rilanciato il giorno prima dal ministro Gilberto Pichetto Fratin: «Il nucleare è da sempre il nostro cavallo di battaglia. Nel 2026 non si può più evitare di affrontare la questione, per avere una volta per tutte un Paese libero e indipendente anche dal punto di vista energetico».