Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Francesco morto di tumore a 14 anni, che cos’è il metodo Hamer: la teoria che lega il cancro ai conflitti psicologici

Francesco morto di tumore a 14 anni, che cos’è il metodo Hamer: la teoria che lega il cancro ai conflitti psicologici

La morte del 14enne vicentino riaccende i riflettori sulla Nuova Medicina Germanica, teoria priva di validazione scientifica secondo cui le malattie deriverebbero da traumi e conflitti psicologici

Francesco morto di tumore a 14 anni,  che cos’è il metodo Hamer: la teoria che lega il cancro ai conflitti psicologici
medici in corsia

Caso Francesco Gianello, torna sotto accusa il metodo Hamer: cos’è e perché la scienza lo boccia

La vicenda di Francesco Gianello, il 14enne vicentino di Costabissara morto nel gennaio 2024 a causa di un osteosarcoma, riporta sotto i riflettori il cosiddetto metodo Hamer, una teoria priva di validazione scientifica che riconduce l’origine delle malattie, compresi i tumori, a traumi e conflitti psicologici.

I genitori del ragazzo sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale. Al centro del procedimento c’è soprattutto quanto accaduto tra il 15 marzo e il 25 aprile 2023, un periodo che, secondo la perizia disposta dalla magistratura, avrebbe avuto un peso decisivo sulle possibilità di sopravvivenza di Francesco.

Il 15 marzo il ragazzo era in cura all’Istituto Rizzoli di Bologna, dove avrebbe dovuto sottoporsi a una biopsia per consentire ai medici di procedere con le terapie. I genitori, però, ritirarono il consenso. Circa un mese e mezzo dopo Francesco arrivò in condizioni critiche al pronto soccorso di Perugia. Nel frattempo, secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’inchiesta, la famiglia era entrata in contatto con ambienti legati a pratiche alternative e alle teorie di Ryke Geerd Hamer.

Che cos’è il metodo Hamer

Ma che cosa prevede esattamente il metodo Hamer? La cosiddetta Nuova Medicina Germanica prende il nome da Ryke Geerd Hamer, medico tedesco nato nel 1935 e morto nel 2017, che sviluppò le proprie teorie dopo una tragedia familiare.

Nel 1978 suo figlio Dirk venne ferito da un colpo d’arma da fuoco e morì alcuni mesi più tardi. Successivamente Hamer sviluppò un tumore al testicolo e arrivò a stabilire un legame tra la propria malattia e il trauma psicologico provocato dalla morte del figlio.

Da questa esperienza personale elaborò progressivamente una teoria secondo la quale le malattie sarebbero originate da conflitti biologici o traumi psicologici improvvisi. Di conseguenza, anche la guarigione dipenderebbe dalla capacità di individuare e risolvere il conflitto che avrebbe scatenato la patologia.

Hamer condensò il proprio sistema in quelle che definì cinque “leggi biologiche”. Secondo questa impostazione esisterebbe una stretta relazione tra psiche, cervello e organi e la malattia rappresenterebbe una sorta di risposta biologica dell’organismo a un evento traumatico. Una volta superato il conflitto, secondo la teoria, inizierebbe una seconda fase destinata alla guarigione.

Si tratta di principi che non trovano riscontro nella medicina basata sulle evidenze scientifiche. Non esistono prove che dimostrino che la risoluzione di un trauma psicologico possa curare un tumore né che i meccanismi descritti dalla Nuova Medicina Germanica corrispondano al funzionamento biologico delle patologie oncologiche.

La bocciatura della comunità scientifica

La comunità scientifica ha più volte respinto le teorie di Hamer, sottolineando l’assenza di prove sulla loro efficacia nella cura dei tumori. Anche la FNOMCeO ha messo in guardia dai rischi della Nuova Medicina Germanica. Il pericolo principale è che i pazienti, affidandosi a queste teorie, rinuncino o ritardino terapie oncologiche validate, permettendo alla malattia di progredire e riducendo le possibilità di guarigione.

Hamer perse nel 1986 l’autorizzazione a esercitare la professione medica in Germania e negli anni successivi fu coinvolto in diversi procedimenti e condannato anche per esercizio abusivo della professione. Alle sue teorie associò inoltre posizioni complottiste e antisemite.

La posizione della medicina resta dunque netta: non esistono evidenze scientifiche che il metodo Hamer possa curare il cancro. Un tema tornato al centro dell’attenzione con il caso di Francesco Gianello, per il quale la prossima udienza è fissata il 16 settembre davanti alla Corte d’Assise di Vicenza.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS