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Cronache
Ebola, Le Pen vuole chiudere le frontiere. Anche Milano si prepara al contagio
L'INTERVISTA DI AFFARI/ Il virologo del Cnr Giovanni Maga: "Aumentare le misure di sicurezza"

Ora Ebola rischia davvero di mandare in tilt mezzo mondo. I casi, certi o sospetti, di contagio si moltiplicano negli Usa e in Europa. Dalla Spagna alla Germania, dalla Macedonia alla Francia, è allarme. Negli Usa sciopero del personale degli aeroporti: "Nessuna sicurezza sui voli". Gli esperti: "Mai vista una cosa simile dai tempi dell'Aids". In Francia Marine Le Pen vuole chiudere le frontiere. Interrogazione del M5s Lazio al governatore Zingaretti: "Ci dicano come difenderci". E anche gli ospedali di Milano si preparano all'emergenza...

TRASMISSIONE DAI CANI? - Ebola e rischi veterinari. Ci sono studi che confermano la trasmissione del Virus Ebola ai cani. Non abbiamo abbastanza informazioni scientifiche sulle circostanze precise del "salto di specie", e su quale sia il potenziale ruolo del cane nella diffusione del virus. Non vorremmo trovarci con psicosi collettive come successe per l'influenza aviaria, perciò dobbiamo conferire ai ricercatori tutti i mezzi per studiare la materia. Ricordiamo che forti pressioni ideologiche hanno di fatto reso impossibili questo genere di ricerche in Italia. Allo stato attuale delle conoscenze, sono anche opportune tutte le misure per evitare passaggi incontrollati di specie a rischio da un Paese all'altro. I Medici Veterinari Italiani -alla stregua di sentinelle sul territorio- devono essere informati e coinvolti in tutto quanto la scienza ufficiale può fornire per un approccio razionale al problema. (Dr. Angelo Troi- Segretario Sivelp Sindacato Italiano veterinari liberi professionisti www.sivelp.it)

SCIOPERI IN AEROPORTO - Circa 200 addetti alle pulizie all'aeroporto LaGuardia, a New York, sono entrati in sciopero perche' si ritengono non sufficientemente protetti dal virus dell'ebola, visto che devono pulire i bagni ed eventualmente anche il vomito. Sono stati creati picchetti all'esterno del Terminal B, che hanno costretto gli equipaggi a pulirsi loro stessi gli aerei. "Abbiamo a che fare con il vomito. E non abbiamo materiale adeguato, per esempio abbiamo guanti che si rompono", si legge in un comunicato diffuso dagli operatori della ditta Air Serv. Lo sciopero ha riguardato i voli della Delta Air ILnes Inc Fliths, il cui staff, di solito assegnato ad altri compiti presso il terminal, si sono messi a ripulire gli aerei.

CONTAGIO, SI PREPARANO ANCHE GLI OSPEDALI DI MILANO - L'ospedale Sacco di Milano si prepara all'emergenza Ebola. Sono già una decina i pazienti recatisi all’ospedale di Milano, quasi tutti provenienti dalle cd zone a rischio, come la Sierra Leone, Nigeria e Liberia, perché presumibilmente contagiati dall’Ebola. Perché proprio al Sacco? Perché insieme all’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, è considerato l’ospedale di riferimento a livello nazionale per l’emergenza Ebola e perché è proprio qui che è stato creato un ambulatorio ad hoc per gestire il contagio: ingresso blindato, locali assolutamente isolati e tute traspiranti per medici e personale, completamente coperti dalla testa ai piedi. Intanto l'allarme spagnolo, con un caso accertato e altri sei ricoverati sospetti, cresce la paura dell'ebola anche nel nostro Paese.

SIMIT – Ebola, la Rete Malattie Infettive in Italia è pronta - Sono momenti di grande preoccupazione ma il Ministero della Sanità ha messo in atto tutte le misure necessarie a scongiurare l’arrivo dell’infezione nel nostro paese - sottolinea il Prof. Massimo Andreoni, Presidente Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – e comunque la rete di Malattie Infettive presente nel territorio è pronta a fronteggiare l’eventuale arrivo, possibile seppur poco probabile, di pazienti affetti dall’infezione da virus ebola. La rete rappresentata dagli infettivologi della Simit, presente in tutta Italia, continua ad esercitare la sua funzione di sorveglianza. Le procedure per porre in sicurezza gli eventuali casi sospetti sono attive e funzionanti, così come i due centri identificati per l’assistenza e la diagnosi presso l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani a Roma e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Sacco di Milano. La SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, intende fare chiarezza sui seguenti punti: Come più volte sottolineato, l’incubazione della malattia è al massimo di 21 giorni, anche se la maggioranza dei contagiati risulta già sintomatico entro una settimana dal contatto con un paziente infettato. Ciò evidentemente non consente che persone che giungono in Italia via mare clandestinamente, dopo un lungo viaggio via terra, di regola della durata di varie settimane, possano ritrovarsi in fase asintomatica di infezione. Va inoltre ribadito che i flussi migratori verso l’Italia a partire dai paesi attualmente colpiti dall’epidemia di Ebola non prevedono di regola l’utilizzo di mezzi di fortuna per l’attraversamento del Mediterraneo né di trasporti marittimi regolari. È invece teoricamente possibile che il Paese sia raggiunto da soggetti ancora asintomatici o in fasi precoci di malattia per via aerea, tramite voli a partenza dalle città europee congiunte ai paesi colpiti da tratte di linea dirette. Non sono infatti attivi voli diretti tra questi paesi e l’Italia.

ALLARME MONDIALE

E' ormai 'psicosi ebola'. Il micidiale virus non e' arrivato in Italia, ma ovunque aumenta la paura del contagio. C'e' un caso sospetto in Macedonia: e' deceduto un uomo, che proveniva dalla Gran Bretagna (dove finora non si sono registrati casi) e non era stato in nessuno dei Paese in cui e' diffuso il virus; e si e' scatenato il panico, perche' alloggiava in albergo vicino Skopje. Un 56enne ceco e' ricoverato A Praga con sintomi simili a quelli causati dal virus ebola: l'uomo era stato di recente in Liberia ed e' stato messo in isolamento all'ospedale Bulovka, in attesa del risultato dei test inviati a Berlino. Anche a New York e' panico: circa 200 addetti alle pulizie all'aeroporto LaGuardia, sono entrati in sciopero perche' si ritengono non sufficientemente protetti dal virus, visto che devono pulire i bagni ed eventualmente anche il vomito. Gli ospedali di New York sono cosi' preoccupati, che starebbero mandando attori sotto mentite spoglie nei reparti di pronto soccorso, per saggiare la capacita' di risposta dello staff. La Gran Bretagna tenta di alzare le barriere: il governo ha dato il via a controlli "rafforzati" negli aeroporti e ai terminal ferroviari di Eurostar: si faranno interviste ai viaggiatori provenienti dall'Africa Occidentale (dove siano stati e se abbiano avuto contatti con malati di ebola), ma anche controlli sanitari per i casi sospetti.

E mentre l'infermiera spagnola, primo caso di contrario al di fuori dell'Africa, lotta tra la vita e la morte, in Francia, per qualche minuto in serata si e' temuto il peggio. Le autorita' hanno isolato un edificio nel sobborgo di Cergy-Pointoise e posto 60 persone in quarantena perche' si temevano quattro casi sospetti di ebola; poi, dopo le verifiche del caso, l'allerta e' rientrato. Insomma, la paura dilaga. Del resto, gli esperti confermano che si tratta della minaccia peggiore da quella dell'aids, agli inizi degli anni '80. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta al Senato, ha invitato pero' a non creare allarmismi: "Le numerose segnalazioni di casi sospetti, dovute anche a un sistema di allerta attivato nel Paese, hanno avuto esito negativo. Speriamo che il caso spagnolo resti un evento isolato". Il ministro ha poi sottolineato come esistano gia' controlli preventivi in punti strategici: "Sei medici sono all'aeroporto di Fiumicino, sette a quello di Malpensa. E poi ci sono le strutture preposte ai controlli, gli uffici di sanita' marittima, aerea e di frontiera: 12 uffici centrali e 25 territoriali, in cui lavorano 448 persone. Inoltre, abbiamo avuto modo di effettuare 80mila controlli nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. I controlli sono stati fatti a bordo delle navi e a terra, e per questo e' altamente improbabile che siano entrati in Italia migranti affetti da ebola". C'e' un medico di Emergency ricoverato allo Spallanzani di Roma, ma la Lorenzin ha sottolineato che "era asintomatico al ritorno in Italia ed e' asintomatico ancora oggi. E' ricoverato come misura di precauzione". Adesso pero' si dovranno attendere 21 giorni, periodo massimo di incubazione del virus. La Sicilia e' la regione piu' esposta allo sbarco di migranti potenzialmente infetti, e anche la Simit, Societa' italiana di malattie infettive e tropicali, l'ha indicata come la zona piu' a rischio. Per il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta pero' "non esiste il rischio: sono attive da tempo misure eccezionali per il controllo degli immigrati che sbarcano nell'isola. Controlli che sono gia' fortissimi e che verranno rafforzati". L'emergenza ebola ha sensibilizzato le piu' grandi istituzioni del pianeta. Il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha tenuto questa mattina una videoconferenza con i presidenti di Guinea, Liberia e Sierra Leone, i tre Paesi maggiormente coinvolti dall'epidemia di ebola. "A meno che non agiremo rapidamente per contenere e fermare la diffusione del virus, in gioco non c'e' niente di meno che il futuro dell'Africa", ha avvertito Kim.

INTERROGAZIONE M5S

I consiglieri M5s del Lazio, nel frattemlo, recapitano un'interrogazione al presidente della Regione Nicola Zingaretti. Ecco qui sotto il testo:

• da qualche giorno i mass media riportano notizie di una epidemia attualmente in corso nel cuore dell'Africa, in particolare in Guinea Conakry, di virus Ebola;

• alla data del 1 ottobre i morti sarebbero già 3439 e 7492 su casi conclamati in Africa occidentale;

• il contagio si è già diffuso in Sierra Leone e Liberia ed il Senegal ha deciso di chiudere le frontiere, come si rileva in una nota della Farnesina che recita: "In ragione dell'epidemia di febbre emorragica da virus ebola in Guinea, le Autorità del Senegal hanno decretato la chiusura fino a nuovo ordine nei valichi di frontiera con la Guinea nelle regioni di Kolda e Kédougou, nel sud-est del Paese";

• l'Arabia Saudita ha annunciato la sospensione della concessione di visti per il pellegrinaggio alla Mecca ai fedeli che provengono dalla Guinea e dalla Liberia in via preventiva, anche se l'Organizzazione mondiale della Sanità non ha proibito i viaggi e il commercio con i due Paesi;

• dopo lo scoppio dell’epidemia mortale di Ebola in Africa occidentale, il Marocco ha iniziato ad intensificare i controlli applicando misure supplementari di screening sanitario presso i punti di ingresso al paese, in particolare all’aeroporto di Casablanca;

• in un comunicato del Ministero si informa che i viaggiatori provenienti da paesi con casi registrati di Ebola saranno sottoposti a test medici per i segni di febbre emorragica;

• si ritiene necessario evidenziare che in Africa sia difficoltoso censire i colpiti dal virus e le reali cause di morte;

CONSIDERATO CHE

• il virus in questione causa febbre emorragica, è quasi sempre letale e attualmente non esiste terapia;

• la febbre emorragica da Ebola si diffonde rapidamente attraverso il contatto diretto con persone e animali infetti e tramite sangue, urine e latte materno;

• l’unica certezza è che in poco tempo l’emorragia causata dal virus dilaga nell’organismo colpito e che la morte sopraggiunge senza che medici e infermieri possano fare molto, essendo essi stessi esposti al contagio;

• “Ebola è una crisi mondiale che va risolta urgentemente", ha denunciato lo stesso segretario di stato Usa, John Kerry, sottolineando la necessità che "più Paesi si mobilitino nella lotta all'epidemia, impegnando più fondi e più equipaggiamenti per contenere il contagio"

CONSIDERATO INOLTRE CHE

• al momento non sono stati registrati casi certi in Marocco, ma il periodo di incubazione del virus è di circa 20 giorni; • Michel Van Herp, epidemiologo di Medici Senza Frontiere attualmente a Guekedou, associazione presente sul luogo dell'epidemia ha dichiarato: "A diffondersi in Guinea è il ceppo Zaire del virus di Ebola: il più aggressivo e mortale. Uccide più di 9 pazienti su 10";

• se il contagio dovesse arrivare a toccare le coste del Nord Africa, il nostro Paese, soggetto ad immigrazione clandestina incontrollata, sarebbe in gravissimo pericolo: nessun protocollo medico è valido abbastanza per contenere il virus ebola, ragione per la quale è il virus più temuto in caso di uso per fini terroristici;

• Le ultime informazioni all’atto di scrittura di questa interrogazione, riferiscono della morte del “paziente zero” Thomas Eric Duncan negli USA, e di vari errori nel protocollo di sicurezza spagnolo (riconosciuti dal governo di Madrid) avrebbero reso possibile il contagio di Teresa Romero, prima positiva all'Ebola in Europa.

SI INTERROGA

il Presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti, riguardo:

- se il Presidente interrogato, in possesso di ulteriori informazioni sull'epidemia, abbia concordato, definito e diffuso un protocollo presso le strutture di prima assistenza sanitaria finalizzato alla prevenzione, riconoscimento e trattamento dei casi sospetti, che identifichi le procedure di sicurezza sanitaria di emergenza e di preallarme delle strutture regionali adeguate alla presa in carico delle pandemie ad alta diffusione (fra cui l’IRCSS Spallanzani di Roma).

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