L’analisi stilata dal Centro Studi Inrete in collaborazione con SWG e Kratesis “Gli esiti del voto – Autunno 2020” approfondisce i risultati delle Elezioni Regionali, del Referendum Costituzionale e delle Elezioni Suppletive per il Senato della Repubblica.
Quali conseguenze avrà sul futuro?
Il primo effetto sarà il consolidarsi della legislatura, della maggioranza PD-M5S e del Governo stesso. Al tempo stesso, ci sarà un consolidamento del centro destra: Vincono Toti e Zaia ma in modo anomalo rispetto al proprio schieramento, visto il vistoso calo della Lega e la “scomparsa” di Forza Italia. Tutti fattori che rendono la coalizione di destra capace di arrivare a governare 15 regioni su 20 (mai accaduto nella storia nazionale) ma, non per questo, in grado di indurre l’accordo di governo tra Pd e M5S a sfaldarsi.
Dall’analisi emergono ulteriori elementi degni di nota. Innanzitutto, il sì al taglio dei parlamentari ottiene un consenso trasversale: 90% tra i supporter grillini, 71% tra quelli Fratelli d’Italia e il 68% dei leghisti. Più freddi invece gli elettori PD tra i quali si registra la più alta percentuale di no (43%). Sulla scelta referendaria pesa la spaccatura tra i ceti medi, nettamente a favore della riduzione degli scranni di Camera e Senato (74%), e i ceti medio-alti meno sensibili alle battaglie anti-casta (59%). A dire di sì è anche il 79% degli operai, mentre il 46% dei laureati e il 49% dei giovani respinge la riforma.
Alle Regionali assistiamo a una battuta d’arresto delle forze che avevano trionfato alle ultime elezioni politiche: la Lega e il M5S. In Campania i pentastellati passano dal 33.9% riscosso alle Europee dello scorso anno ad appena il 10% dei consensi. In Puglia il partito guidato da Salvini perde oltre 15 punti percentuali rispetto alle consultazioni per il rinnovo del Parlamento UE di maggio 2019.
All’interno della ricerca trova spazio anche l’analisi dei risultati di voto di ogni quesito elettorale, con un’attenzione particolare alle elezioni regionali.
Che professione svolge chi ha votato PD, M5S o Centrodestra? Viene distinta la scelta di voto tra lavoratori autonomi, operai, lavoratori dipendenti, pensionati, casalinghe e disoccupati, attraverso una rilevazione CATI-CAMI-CAWI su un campione rappresentativo di 1.000 elettori residenti nelle regioni in cui si era chiamati al voto.
Per esempio, nel caso di Zaia il 93% delle casalinghe ha scelto di votarlo, e il dato è simile anche per Toti con una percentuale che si assesta al 77%. Nel caso di De Luca, invece, il consenso più alto è registrato da pensionati (73%) e disoccupati (72%).
Per Acquaroli, neo presidente delle Marche, la scelta è stata abbastanza uniforme tra le categorie dei lavoratori, così come pure per Emiliano, che è stato in maggioranza votato dai lavoratori dipendenti pugliesi.

