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Enzo Bollani, tra jazz e modernismo, canta Vecchiamerica

Enzo Bollani, tra jazz e modernismo, canta Vecchiamerica
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Enzo Bollani, tra jazz e modernismo, canta Vecchiamerica

Seregno è una città da scoprire, un’autentica sorpresa a poca distanza da Milano e da Lecco, ma lontana anni luce da qualsiasi forma di provincialismo. Il suo splendido centro storico sta vivendo una rinascita degna dei migliori libri di urbanistica e, in questo clima di cambiamento, anche premi consolidati assumono un’altra fisionomia. E’ il caso, ad esempio, del Premio Ettore Pozzoli.

Il concorso pianistico “Ettore Pozzoli” è un evento di respiro internazionale di lunga e consolidata tradizione. Istituto nel 1959 a cadenza biennale in un teatro, il San Rocco, che ha visto alternarsi sul suo palco personaggi come Mariangela Melato, Ernesto Calindri, Paolo Villaggio, ma anche spettacoli di ricerca. Da questo evento è nato un concorso pianistico riservato ai giovanissimi talenti: “il Pozzolino”.

Questo concorso ha appena ottenuto il patrocinio di Expo 2015, che si aggiunge al prestigio del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per I Beni e le Attività Culturali (oltre, naturalmente, alla quasi neonata Monza Brianza e alla Regione Lombardia). In questo contesto, siamo andati a incontrare un seregnese DOP, come si è definito durante la nostra intervista: Enzo Bollani.

Bollani, come mai lei è un seregnese DOP?
“Perchè lo sono diventato dopo, essendo nato a Milano e, anche in quella circostanza, per caso. Mi definisco DOP per scherzo, avendoci vissuto a lungo, oltre ad avere intenzione di fare ritorno perchè la qualità della vita è decisamente buona, tranquilla ma non troppo seduta”.

Qual è il suo legame con “il Pozzolino”?
“E’ stata una scoperta casuale, avvenuta non più tardi di qualche sera fa, durante una cena al Pomiroeu, un posto che vale davvero la pena conoscere sia per l’atmosfera straordinaria che si percepisce, sia per le creazioni dello chef, notissimo peraltro, che è Giancarlo Morelli. Parlando con la proprietà, ci è venuta l’idea di organizzare qualcosa di speciale e di parallelo al concorso pianistico. Conoscevo il concorso Ettore Pozzoli, ma non sapevo ancora dell’esistenza di un Pozzolino dedicato ai giovanissimi, allora ho pensato a una sorpresa, sia per I seregnesi, sia per le tante persone e I giovani artisti che popoleranno la città tra venerdì e domenica”.

Qual è la sorpresa che ci ha riservato per questo evento?
“Sorpresa è la parola giusta, perchè lo è anche per me: in tempi record sto preparando uno spettacolo che unisce jazz, swing e persino diversi pezzi italiani, in una sorta di viaggio interstellare che avvicinerà I grattacieli di New York alle luci ddlle colline brianzole, dalle quali le onde delle luci cittadine e l’intermittenza rossa dei nuovi palazzi milanesi appaiono come UFO sulla pianura… La cosa mi ha subito caricato e mi sono messo al lavoro, senza perdere un solo secondo”.

Questa sorpresa ha già un titolo, o un nome?
“Si, si chiama “VECCHIAMERICA”, e il sottotitolo che le ho dato parla chiaro, senza eccedere nei particolari: “Da Lelio Luttazzi a George Gershwin, passando per Miles Davis”. Sottolineo, però, che ci saranno anche molte intromissioni POP italiane, atmosfericamente e cromaticamente in dialogo netto con I classici che io e il Maestro Lecce faremo”.

Dato che l’abbiamo incontrata di recente per via delle biciclette che produce, pensa anche ci sia spazio per qualche intromissione ciclistica?
“Beh, in questo caso mi muovo in territori tanto opposti da creare il dubbio, in chi legge, che voi stiate intervistato quel tale, come si chiama? Ah si, Stefano Bollani…. Ehehe, scherzi a parte: in questo caso mi limiterò ad arrivare in sella ad una delle mie biciclette da corsa, ma il percorso è diverso e il panorama altrettanto”.

Lei è poliedrico, ma non teme di generare confusione in chi la sta conoscendo?
“In un mondo confuso da ben prima che nascessi, ho la sola fortuna di avere idee abbastanza chiare, ma mai pianificate. Sono un po’ sperimentatore e un po’ spericolato, probabilmente, ma la cosa più importante per me è essere in fuga dalla noia e dalla routine… Certo, non so fare molte cose, ad esempio cucinare, ma a quello ci pensa lo chef Giancarlo Morelli. In Brianza c’è un detto che, tradotto in italiano, suona come il latino “Ogni Felè fa el so mestè”. E’ un latinbrianzolo, ma rende l’idea e fa capire che forse si, faccio tante cose, ma solo se mi competono e solo se mi prendono l’anima. Altrimenti non potrei nemmeno immaginare di calarmici dentro”.  “Vecchiamerica su terrà sabato sera, dalle ore 19:00, al Pomiroeu, nella centralissima via Garibaldi, a Seregno. Ci tengo particolarmente a precisare che anche loro hanno una sorpresa pronta per chi verrà a questa serata speciale, capace di unire il Gian Tonic, una loro creazione straordinaria, ad alcune chicche realizzate ad hoc.