“Rosa e Olindo non sono i colpevoli, ma solo dei poveretti che stanno pagando la loro ingenuità”. Lo ha affermato solo qualche giorno fa Azouz Marzouk, il padre e il marito di Youssef e Raffaella Castagna, uccisi insieme a Paola Galli e Valeria Cherubini l’11 dicembre del 2006. Ora arrivano nuove clamorse novità: un team di esperti sta spulciando le carte dell’inchiesta, scoprendo che molti dettagli non tornano. E starebbero per chiedere la revisione del processo.
La rivelazione è del settimanale Oggi, al quale Marullo, docente di Criminologia alla Sapienza, spiega: “Ci sono molti elementi che non tornano nella ricostruzione”. Solo venti minuti per commettere quattro delitti e un tentato omicidio e appiccare un incendio, per poi lavarsi, cambiarsi e scappare in altri venti minuti al massimo sembra un lasso di tempo troppo piccolo. Senza contare la sparizione delle armi del delitto (mai trovate) e senza lasciare nemmeno una traccia.
Lente d’ingrandimento, secondo Oggi, puntata anche sulla confessione di Olindo. Nelle registrazioni si sente un carabiniere spiegargli che in caso di ammissione del crimine, la pena sarebbe stata di pochissimi anni, per di più in cella con Rosa che sarebbe stata rilasciata al più presto. Non solo, nelle intercettazioni ambientali dal carcere Rosa in lacrime si rivolge al marito in questo modo: “Olli, ma noi… perché dobbiamo dire che siamo stati noi? Non abbiamo fatto niente”.
Il team di esperti sta ancora visionando tutti gli atti e i documenti che hanno portato alla condanna all’ergastolo di Rosa e Olindo. E viste le infinite incongruenze, sarebbero addirittura pronti a chiedere la revisione del processo.





