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Eurovision 2016, vince l’ucraina Jamala. La recensione

L’ucraina Jamala è la vincitrice della 61esima edizione della manifestazione Eurovision 2016. Justin Timberlake ospite straniero attesissimo

EUROVISION 2016, VINCE L’UCRAINA JAMALA 

È l’ucraina Jamala la vincitrice della 61esima edizione dell’Eurovision Song Contest. La cantante trionfa con il brano 1944, incentrata sulla deportazione della sua famiglia in Crimea ai tempi di Stalin, davanti all’ospite Australia e alla Russia. Solo sedicesima Francesca Michielin con Nessun grado di separazione. Ospite internazionale Justin Timberlake.

EUROVISION 2016: FRANCESCA MICHIELIN 16ESIMA

Davvero un peccato il 16esimo posto di Francesca Michielin, seconda al Festival di Sanremo con Nessun grado di separazione e in gara alla Global Arena di Stoccolma con lo stesso pezzo più una inserzione in inglese. La sua esibizione è stata particolarmente notevole, peccato però per quella scenografia da Melevisione. E soprattutto non si capisce per quale motivo gli interpreti italiani rinuncino sempre ai ballerini.

EUROVISION 2016: JUSTIN TIMBERLAKE OSPITE

Inutile dire che all’Eurovision Song Contest la sobrietà non esiste: la cantante tedesca va in scena come fosse una cosplayer, il polacco ricorda un incrocio tra Demo Morselli e Nevruz Joku di X Factor, la bulgara indossa abiti da segnaletica stradale, fino a un profluvio di simil-Goldrake e Justin Bieber wannabe. Impreziosice la serata Justin Timberlake, per il quale il tempo sembra non passare mai. 

EUROVISION 2016: FLAVIO INSINNA GLOCAL, BENE FEDERICO RUSSO

Lodevole l’intento della Rai di riportare l’Eurovision sulla sua rete ammiraglia, così come è apprezzabile il duo Flavio Insinna – Federico Russo: il primo, volto tradizionale di Rai1, è l’ideale per attirare il pubblico tradizionale del canale, anche se ogni tanto si avventurava in battute da oratorio e romanità varie, da qui la definizione di glocal. Bene Federico Russo, che dovrà guardarsi intorno in caso di mancata riconferma per The Voice of Italy. Ardemagni e Solibello tuttavia – commentatori delle semifinali e speaker di Radio2 – erano molto più preparati e dispensatori di curiosità su Eurovision, usi e costumi. Ma questa è l’Europa che vorremmo vedere più spesso.