Annunciato un programma di quattro acquisizioni per accelerare nei droni marini e nella subacquea civile e militare con un esborso iniziale di circa 600 milioni di euro
Fincantieri, gruppo cantieristico italiano tra i principali al mondo nella costruzione di navi militari e civili, compie un salto di scala nel settore underwater con un’operazione da circa 600 milioni di euro. Il gruppo ha infatti annunciato la conclusione di accordi per quattro acquisizioni strategiche: Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. Un annuncio che ha avuto impatti positivi anche in Borsa: dopo la pubblicazione dell’operazione a Piazza Affari il titolo è balzato dell’8% a 11,8 euro.
Next Geosolutions, società quotata nel segmento Euronext Growth Milan, è tra le aziende leader a livello internazionale nel settore delle survey e delle geoscienze marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore. Wsense, Graal Tech e Defcomm sono scale up high tech italiane specializzate, rispettivamente, nel campo delle comunicazioni subacquee e dell’internet of underwater things, nei droni autonomi subacquei e nei droni autonomi di superfice. Le quattro società entreranno a far parte del polo della subacquea di Fincantieri che avrà il compito di coordinare lo sviluppo di sinergie di prodotto e di mercato, anche tramite soluzioni integrate per la subacquea non convenzionale. Il polo evolverà in un operatore internazionale della subacquea, composto da otto aziende leader nei rispettivi settori di attività e fortemente integrate verticalmente che, lavorando in maniera sinergica, porteranno una forte cross-contaminazione all’interno del gruppo.
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La struttura delle quattro operazioni
La struttura delle quattro operazioni prevede la permanenza dei manager/azionisti chiave attraverso il reinvestimento di quote rilevanti nel capitale delle singole società, assicurando continuità industriale e valorizzazione delle competenze distintive, elemento fondamentale per l’esecuzione del percorso di crescita condiviso con ciascuna azienda.
L’iniziativa segna un passaggio evolutivo nella parte di catena del valore presidiata del Gruppo, espandendo la propria offerta al business dei servizi a mare ed ampliando così il proprio ruolo da fornitore di soluzioni tecnologiche e piattaforme a primo operatore industriale in grado di integrare competenze, sistemi e servizi lungo l’intera catena del valore nel segmento underwater.
I numeri del segmento underwater
Il segmento underwater, che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo, è destinato a crescere a ritmi significativi con ricavi pro-forma 2026, anche grazie alle acquisizioni, superiori a 1,1 miliardi di euro ed EBITDA, pari a circa 220 milioni di euro, anticipando di 4 anni l’obiettivo di ricavi e EBITDA underwater previsti al 2030 nel Piano Industriale 2026-2030. Le nuove acquisizioni contribuiscono inoltre all’utile di gruppo per oltre 60 milioni di euro. I ricavi al 2028 raggiungeranno 1,4 miliardi di euro per attestarsi a 1,8 miliardi di euro al 2030. Il margine EBITDA UW, pro-forma per le acquisizioni, cresce al 19,2% nel 2026, raggiungendo il 21% nel 2028 per arrivare al 23% nel 2030. Al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo raggiunge circa 130 milioni di euro.
Le acquisizioni consentono di rafforzare in modo significativo la capacità di Fincantieri di creare un campione internazionale, con un impatto rilevante sull’EBITDA, utile netto e marginalità. Le acquisizioni abilitano un’accelerazione del profilo di crescita del gruppo, con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’EBITDA e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del Piano Industriale 2026-2030.
L’operazione dentro gli obiettivi del piano industriale
Elemento distintivo dell’operazione di rafforzamento nel segmento underwater è inoltre la sua forte natura dual-use. Le tecnologie e le competenze integrate consentono infatti di rispondere in modo sinergico alle esigenze della Difesa e del mercato civile, in linea con l’evoluzione del settore verso modelli sempre più integrati e interconnessi, in ambiti che spaziano dalla protezione delle infrastrutture critiche subacquee alla sicurezza marittima e ai servizi offshore. In questa prospettiva, Fincantieri rafforza un modello industriale capace di coniugare sviluppo tecnologico e capacità operativa, evolvendo verso un posizionamento sempre più orientato ai servizi e all’integrazione delle soluzioni.
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative. Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo”.
Fincantieri, aumento di capitale azzeccato: il rinvio di KNDS conferma il valore del timing
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, alla luce di questo scenario la decisione di esercitare a febbraio l’opzione per l’aumento di capitale tramite ABB si è rivelata particolarmente tempestiva. Un eventuale rinvio avrebbe infatti esposto l’operazione a condizioni di mercato profondamente diverse da quelle che ne hanno consentito il successo. Un’indicazione in questa direzione arriva anche dalla tedesca KNDS, produttore di carri armati, che venerdì ha annunciato il rinvio del proprio progetto di IPO. Un caso che, per contrasto, conferma quanto il timing rappresenti uno degli elementi più decisivi nelle operazioni di raccolta di capitale sui mercati.
Le parole di Chiara Petrioli, Ceo di WSense e il ruolo strategico della scale-up deep tech
“Questa operazione segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo per WSense e rappresenta un momento di grande soddisfazione nel nostro percorso di scale-up. Manteniamo la nostra autonomia e identità di deep tech company, rafforzando al tempo stesso la capacità di portare le nostre tecnologie su scala globale. L’operazione dimostra come in Italia sia possibile costruire modelli virtuosi di innovazione, in cui una deep tech diventa abilitatore strategico per la competitività di un grande gruppo internazionale e del sistema Paese.” Così Chiara Petrioli, CEO di WSense, commenta l’ingresso di Fincantieri nel capitale della scale-up come azionista di maggioranza.
WSense, scale-up deep tech nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata in sistemi di monitoraggio e comunicazione subacquea, annuncia il perfezionamento di un’operazione strategica che prevede l’ingresso di Fincantieri come azionista di maggioranza. Si apre un’ulteriore fase di sviluppo per WSense, che manterrà la propria autonomia e identità di azienda deep tech, con piena continuità nella governance e nel management. La società proseguirà il percorso di crescita che ne ha caratterizzato l’evoluzione negli ultimi anni, continuando a rappresentare un motore di innovazione tecnologica e accelerando lo sviluppo delle proprie tecnologie su scala internazionale, in un mercato in forte evoluzione e sempre più strategico.
Grazie alle proprie competenze nelle comunicazioni subacquee, nelle reti sottomarine wireless e nell’Internet of Underwater Things, WSense contribuirà allo sviluppo della strategia Underwater del Gruppo Fincantieri, consentendo lo scambio di dati tra piattaforme, sensori e veicoli e favorendo la realizzazione di ecosistemi sempre più interconnessi, autonomi e resilienti. La partnership tra le due società risale al 2023, in virtù del MoU firmato nel dicembre dello stesso anno, con attività congiunte su numerosi bandi gara nazionali e internazionali, integrando le tecnologie WSense nel dimostratore DEEP di Fincantieri, oltre che in una serie di progetti per il monitoraggio infrastrutturale.
L’operazione rappresenta un modello innovativo nel panorama dell’innovazione industriale, in cui un grande gruppo sceglie di investire direttamente in una realtà deep tech ad alto potenziale, sostenendone la crescita attraverso know-how industriale, accesso ai mercati globali e capacità di esecuzione. Un percorso che punta ad accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche italiane e la loro affermazione sui mercati internazionali.

