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Flotilla, parla il giornalista Mantovani: “Noi picchiati, con le manette e le catene alle caviglie”

La testimonianza del giornalista del Fatto Quotidiano che racconta di quanto accaduto in Israele

Flotilla, parla il giornalista Mantovani: “Noi picchiati, con le manette e le catene alle caviglie”

Attesi a Fiumicino l’inviato del Fatto, Alessandro Mantovani, e il deputato del M5S, Dario Carotenuto, che erano imbarcati sulla Global Sumud Flotilla e sono stati fermati da Israele con gli altri 430 attivisti.

Nella notte hanno fatto scalo ad Atene e lì, grazie a un telefono messo a disposizione dall’ambasciata italiana, Mantovani ha potuto contattare la famiglia e la redazione del Fatto. Così ha potuto cominciare a raccontare quanto avvenuto, dalle prime ore dell’abbordaggio del peschereccio Kasr-I Sadabad su cui si trovava insieme con Carotenuto fino al rientro. “Il racconto dell’inviato del Fatto conferma non solo la brutalità del trattamento subito dagli attivisti, e testimoniato dalle immagini che ieri hanno fatto il giro del mondo” riferisce la vicedirettrice del ‘Fatto’ Maddalena Oliva, “ma anche che diversi attivisti hanno subito, come denunciato in serata ieri dagli avvocati della Global Sumud Flotilla, violenze”.

“Siamo stati tra gli ultimi a essere stati abbordati”, racconta Mantovani nella sua testimonianza “Le forze israeliane hanno sparato contro la nostra barca diversi colpi, non saprei dire che tipo di proiettili, per farci mettere a prua. Poi una volta prelevati siamo stati portati con una corvetta alla seconda nave prigione. Lì siamo stati incatenati e ammanettati, io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista e lasciato in costume da bagno. Siamo stati picchiati e presi a calci, noi anche meno degli altri: sentivo le urla degli attivisti, qualche costola di sicuro qualcuno se l’è rotta. Su quella seconda nave container quasi tutti quelli che arrivavano, eravamo circa 180, hanno preso le botte”.

Poi Mantovani, cui è stato assegnato il numero 164, inginocchiato come tutti gli altri a terra, è stato prelevato, insieme al numero 147, ovvero il deputato del M5S Dario Carotenuto e insieme sono stati trasferiti, prima ancora di arrivare al porto di Ashdod, in una cella della polizia nell’aeroporto Ben Gurion, dove hanno ricevuto una prima assistenza dall’ambasciata.

Anche Carotenuto è molto scosso: “Ho ricevuto un pugno nell’occhio che per un po’ mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora li’ e non sappiamo cosa stiano subendo”. 

Mantovani e Carotenuto erano a bordo della Kasr-i Salabad, in acque internazionali, e viaggiavano in direzione Egitto: “Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere”, racconta ancora al Fatto il deputato dei Cinque Stelle. “Eravamo a cento miglia da Port Said”, prosegue Mantovani “a 180 miglia da Gaza quando siamo stati abbordati dagli israeliani”.

Ieri il video girato nel porto di Ashdod ha fatto il giro del mondo: nelle immagini si vedono i ministri della Sicurezza, Ben Gvir, e dei Trasporti, Regev, che deridono gli attivisti, costretti a rimanere inginocchiati faccia a terra. Gli avvocati della ong Adalah non sono riusciti a incontrarli tutti. Con ogni probabilità, riferiscono le fonti, oggi saranno portati nel carcere di Ketziot per le procedure rapide di espulsione.

Ecco il video con la testimonianza del giornalista