Il più votato alle europee nel deserto rappresentato dal peggiore risultato elettorale di tutti i tempi per Forza Italia. Questo è l’unico punto concreto su cui Raffaele Fitto ha basato questa finta guerra contro l’ex Cavaliere, come emerge dauna bislacca e noiosa intervista rioasciata stamane al Corsera.
Perché per il resto non ha espresso nè nel recente passato nè oggi alcuna idea, alcuna soluzione ai problemi del Paese, nessun riferimento a ciò che gli elettori chiedono per motivare il proprio voto Con il suo fuoco di paglia si pone obiettivi tutti interni a un partito di medie proporzioni percentuali, un piccolo cabotaggio basato sul niente.Una possibile diaspora dei poveri.
Si inventa leader del nulla e spara a salve evitando persino di mirare al bersaglio grosso, al fondator Berlusconi che al contrario riconosce apertamente come guida del partito. Si potrebbe pensare ad un abbraccio che voglia stritolare, invece le sue sono carezze, neanche una sberla. E chiara l’impostazione democristiana insita nel suo dna, inclusa regolare condanna in primo grado per corruzione, che guida quella che voleva fosse un’intervista rivelatrice e determinante, ma ha determinato solo la propria sudditanza.
Dichiara roboante che devono cessare le nomine dall’alto ma consegna la leadership a Berlusconi: due concetti del tutto incompatibili. Se la canta da solo l’ex governatore della Puglia, sconfitto da Vendola, irrobustendo i veleni delle badanti e dei pirati che circondano Berlusconi. Senza vergogna senza fantasia ricicla ipotetiche primarie che in Forza Italia, è dimostrato, hanno la stessa credibilità degli asini volanti. Tanto che Silvio le ha già cancellate definendole “sterile dibattito”.
