
In Francia sta facendo discutere il caso di un cittadino rinviato a giudizio per aver aiutato una donna senza permesso di soggiorno. La notizia è riportata dal quotidiano Le Monde. Sul piede di guerra sono scese le associazioni che si occupano di immigrazione e di diritti umani, a cominciare da Amnesty international, che denunciano il ritorno del cosiddetto “reato di solidarietà”, che permetteva di perseguire legalmente chi aiutava o facilitava il soggiorno sul territorio francese di immigrati irregolari e che è stato abolito il 31 dicembre scorso.
Al centro delle polemiche la vicenda giudiziaria di un anziano signore di 70 anni, Léopold Jacquens, ex disegnatore tecnico per la Renault e militante in varie associazioni da quasi quarant’anni. L’accusa per Jacquens è di aver rilasciato, nel 2011 e nel 2012, due falsi certificati di alloggio per una donna congolese “sans papier” di 50 anni per farle ottenere un permesso di soggiorno.
Il procedimento è stato avviato per “falsa dichiarazione individuale”. L’imputato parla di un gesto di umanità: “Ho incontrato questa donna alla Croce Rossa, che era malata e mi ha detto che per continuare la cura a Le Havre, aveva bisogno di questo certificato.” Ma il procuratore della Repubblica parla di “fatti gravi” e di un uomo “pronto a tutto per portare avanti la sua causa.” Il giudizio è rinviato al 3 ottobre. L’anziano signore rischia un anno di carcere e 15.000 euro di multa.
