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Polemiche in Francia per il ritorno del “reato di solidarietà”

Polemiche in Francia per il ritorno del “reato di solidarietà”
Associazioni sul piede di guerra per il caso di un anziano rinviato a giudizio per aver aiutato una donna congolese sans papier a ottenere il permesso di soggiorno. Giudizio rinviato al 3 ottobre, rischia un anno di carcere e 15mila euro di multa

 

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In Francia sta facendo discutere il caso di un cittadino rinviato a giudizio per aver aiutato una donna senza permesso di soggiorno. La notizia è riportata dal quotidiano Le Monde. Sul piede di guerra sono scese le associazioni che si occupano di immigrazione e di diritti umani, a cominciare da Amnesty international, che denunciano il ritorno del cosiddetto “reato di solidarietà”, che permetteva di perseguire legalmente chi aiutava o facilitava il soggiorno sul territorio francese di immigrati irregolari e che è stato abolito il 31 dicembre scorso.

Al centro delle polemiche la vicenda giudiziaria di un anziano signore di 70 anni, Léopold Jacquens, ex disegnatore tecnico per la Renault e militante in varie associazioni da quasi quarant’anni. L’accusa per Jacquens è di aver rilasciato, nel 2011 e nel 2012, due falsi certificati di alloggio per una donna congolese “sans papier” di 50 anni per farle ottenere un permesso di soggiorno.

Il procedimento è stato avviato per “falsa dichiarazione individuale”. L’imputato parla di un gesto di umanità: “Ho incontrato questa donna alla Croce Rossa, che era malata e mi ha detto che per continuare la cura a Le Havre, aveva bisogno di questo certificato.” Ma il procuratore della Repubblica parla di “fatti gravi” e di un uomo “pronto a tutto per portare avanti la sua causa.” Il giudizio è rinviato al 3 ottobre. L’anziano signore rischia un anno di carcere e 15.000 euro di multa.