Il centrodestra prova ad accelerare sulla corsa a Palazzo Marino. Dopo settimane di nomi, indiscrezioni e candidature rimaste sospese, Matteo Salvini fissa ora una scadenza: “Conto che entro la prossima settimana ci sia il nome del candidato”. E mentre nella coalizione prende quota l’ipotesi di un vertice tra leader nazionali e regionali, nel campo della destra milanese si apre contemporaneamente un altro fronte: quello dello scontro sempre più acceso tra la Lega e Carmelo Burgio, candidato sindaco di Futuro Nazionale e uomo scelto da Roberto Vannacci.
Salvini, a Milano per un sopralluogo all’ex Villaggio olimpico, ha lasciato intendere che i prossimi giorni potrebbero essere quelli decisivi. Alla domanda su possibili incontri con gli altri leader del centrodestra, il vicepremier ha risposto con un “sì, però non ve lo diciamo…”, confermando di fatto che qualcosa si sta muovendo.
Tra i profili che piacciono alla Lega resta Alessandro Spada, ex presidente di Assolombarda, che finora non si è però esposto pubblicamente. Ma nelle ultime ore Salvini ha soprattutto rilanciato il nome di Giovanni Terzi, giornalista, già assessore nella giunta Moratti e consigliere comunale insieme allo stesso leader leghista. “È un amico e una persona molto valida”, ha detto Salvini, definendolo un “ottimo amministratore” e un profilo che “sicuramente potrebbe rilanciare Milano”. Nel mazzo resta anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, sul quale il segretario della Lega continua tuttavia a mostrarsi meno entusiasta: “Lupi, Terzi, Spada… ce ne sono di profili a cui io farei fare il sindaco meglio di quanto non lo stia facendo Beppe Sala”.
Più fredde, almeno al momento, le piste che portano al manager Antonio Civita e all’ex consigliere comunale di Forza Italia Pietro Tatarella, mentre appare decisamente più remota l’ipotesi di una candidatura dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. La volontà è comunque quella di non ripetere quanto accaduto nel 2021, quando Luca Bernardo fu scelto soltanto a ridosso delle elezioni. Anche perché, secondo le rilevazioni che circolano tra i partiti, il centrodestra partirebbe oggi in ritardo rispetto al centrosinistra con diversi dei nomi testati. Dall’altra parte, l’ingresso nella partita di Mario Calabresi ha rimesso in movimento il quadro, anche se la strada delle primarie resta per ora quella più probabile per la scelta del candidato progressista.
Salvini punge Burgio nato ad Anzio, l’ex generale replica: “Conosco benissimo Milano”
Ma mentre il centrodestra cerca il nome unitario, la presenza di Burgio apre una partita parallela a destra. Salvini ha nuovamente punzecchiato l’ex paracadutista, questa volta ironizzando sul fatto che sia nato ad Anzio. La replica di Burgio non si è fatta attendere. “Rassicuro il ministro Salvini: non solo conosco benissimo dove si trovano Rogoredo, Corvetto, Bovisa, Niguarda o Gallaratese, ma conosco soprattutto l’ansia e il senso di abbandono che provano le famiglie e i commercianti di quei quartieri quando scende la sera”, ha dichiarato il candidato di Futuro Nazionale.
“Milano è una grande metropoli internazionale che non chiede il certificato di residenza o di nascita a chi vuole servirla: chiede soluzioni concrete, competenza e visione”, ha aggiunto Burgio. Che rivendica proprio la propria estraneità agli equilibri della politica milanese come un punto di forza: “Non avere vincoli con le dinamiche di potere o con gli interessi consolidati della politica cittadina è un enorme vantaggio”. L’ex generale insiste soprattutto sui temi della sicurezza e del degrado e respinge l’idea che il radicamento anagrafico possa diventare un criterio politico: “Riconsegnare sicurezza, efficienza e decoro ai residenti non è una questione di geolocalizzazione, ma di volontà politica e capacità gestionale”.
Piscina (Lega): “Vivere Milano è diverso che raccontarla per sentito dire”
A chiudere il botta e risposta ci ha pensato Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale, che ha ulteriormente alzato i toni. “Vivere Milano ogni giorno, confrontandosi con le difficoltà dei suoi residenti e commercianti, è ben diverso dal raccontarla per sentito dire, magari godendosi i pascoli di Tirano o il mare di Anzio“, ha attaccato Piscina. Il leghista riconosce a Burgio un passato militare “che merita rispetto”, ma ne boccia il percorso politico, accusandolo di “totale incoerenza e gaffe” e sostenendo che abbia mostrato una scarsa conoscenza del funzionamento dell’amministrazione cittadina. Piscina arriva quindi a rivendicare anche simbolicamente il radicamento milanese: “A Milano il codice fiscale F205 è un’istituzione e un segno d’appartenenza profondo: se non lo si possiede per nascita anagrafica, deve essere almeno acquisito sul campo, attraverso la presenza costante nei quartieri”. La conclusione è ancora più netta: “Milano non è una caserma e non si guida con l’improvvisazione: per far ripartire la nostra città serve ben altro”.


