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Fuga da Gaza, i cooperanti italiani lasciano la Striscia: “Situazione terribile”

Continuano i bombardamenti su Gaza. Venti di guerra sempre più insistenti. I cooperanti delle Ong italiane lasciano la Striscia. Troppo pericoloso, almeno secondo il consolato italiano, che ha caldamente invitato i nostri connazionali a lasciare l’area, presa di mira dall’azione militare di Israele. “La situazione nell’area è terribile – ha raccontato Ilaria Masieri, cooperante fiorentina della Ong Terre des Hommes Italia – Ci hanno detto che non possiamo più restare e siamo stati costretti ad uscire da Gaza. I civili così rischiano di restare soli e con pochi aiuti”. Tutti via dalla Striscia dunque, proprio in un momento in cui ci sarebbe bisogno delle associazioni umanitarie. Anche perché, molte delle nostre Ong lavorano in programmi di emergenza che sono di vitale importanza per dare sostegno alla popolazione in momenti di crisi come questo. Sono sette le associazioni italiane che operano sul territorio e coinvolgono una decina di cooperanti. Si tratta di Terre des Hommes Italia, Ciss, Acs EducaAid, Oxfam Italia, Gvc, Vento di Terra.

Nello specifico, sono tre le Ong che si occupano di programmi in ambito emergenziale. Terre des Hommes si occupa di salute, in particolare dell’acquisto e della distribuzione di medicinali, del trasferimento dei minori verso strutture esterne alla Striscia, delle cure primarie per i minori e della formazione sul pronto soccorso medico e psicologico. L’associazione Ciss di Palermo interviene a sostegno dei minori affetti da disturbo post traumatico da stress attraverso counseling psicologico, creazione di ludoteche e clown therapy negli ospedali pediatrici. Vento di Terra, Ong di Milano, si occupa invece del sostegno ad una scuola materna costruita attraverso un altro fondo di emergenza con tecniche di bioedilizia in un villaggio beduino del nord attraverso la creazione di un centro infermieristico interno e di una mensa. Gvc, associazione di Bologna si occupa dell’allaccio alle fognature per circa 1.400 famiglie nell’area centrale della Striscia, tutte famiglie che non avevano nessun tipo di connessione alle infrastrutture della municipalità fino all’arrivo della Ong bolognese. Inoltre Gvc sostiene la Banca del Sangue di Gaza, fornendo reagenti e prodotti per la conservazione di sacche di sangue che vengono distribuite a tutti gli ospedali che ne fanno richiesta.

In queste ore nella striscia di Gaza stanno arrivando alcuni fotoreporter italiani, mentre alcuni attivisti stanno tentando di raggiungere la popolazione palestinese attraverso i valichi al confine con l’Egitto. Nei giorni scorsi, prima dell’escalation delle violenze, la piattaforma delle Ong italiane che operano nel Mediterraneo e in Medio Oriente ha denunciato il silenzio dei media e delle istituzioni su quanto sta avvenendo a Gaza. “Nel corso delle operazione militari – hanno denunciato le Ong – sono state perquisite e devastate oltre 2 mila tra proprietà palestinesi (terreni, case, uffici) e istituzioni locali, tra cui le redazioni di alcuni organi di stampa. I militari israeliani non si sono fermati nemmeno di fronte alle strutture sanitarie ed universitarie”.