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Furto alla casa d’aste di Torino, a incastrare il ladro un volto ripreso dalle telecamere. Il retroscena ad Affaritaliani

Fu il volto di uno dei cinque componenti della banda, ripreso dalle telecamere di sorveglianza a bordo di un’auto rubata nella notte del colpo, a portare i carabinieri sull’uomo arrestato stamane all’alba

Furto alla casa d’aste di Torino, a incastrare il ladro un volto ripreso dalle telecamere. Il retroscena ad Affaritaliani

Un furgone rubato, un volto in camera e la caccia ai quattro fantasmi ancora in fuga: ecco com’è finito in manette il Rom responsabile del furto alla casa d’aste di Torino

C’è una svolta nelle indagini sul furto alla casa d’aste Sant’Agostino di Torino, il colpo da un milione di euro messo a segno in soli 4 minuti nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi. Affaritaliani è in grado di rivelare nuovi dettagli investigativi: i carabinieri hanno arrestato all’alba di questa mattina uno dei cinque componenti della banda, rintracciato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza cittadine. Gli altri quattro sono ancora a piede libero e non è chiaro se si trovino ancora in Italia o siano già fuggiti all’estero.

Secondo quanto appreso da fonti vicine alle indagini, la chiave del caso è stata proprio una telecamera. Nella notte del colpo, i ladri avevano rubato un furgone di proprietà di un colorificio e due autovetture. Le immagini di sorveglianza hanno ripreso il volto di uno dei componenti della banda a bordo di una delle auto rubate: gli investigatori sono partiti da quel fotogramma e, attraverso un paziente lavoro di identificazione, sono riusciti a risalire all’uomo, un rom arrestato stamane all’alba nel blitz che ha portato al recupero di parte della refurtiva, tra cui gioielli e orologi riconducibili al furto alla Sant’Agostino. Sempre secondo quanto risulta ad Affaritaliani, l’arrestato non ha collaborato con gli inquirenti, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Una scelta che complica ulteriormente le indagini: restano in circolazione altri quattro membri della banda e la gran parte della refurtiva è ancora dispersa. In procura, nel frattempo, le bocche restano cucite.

Vanessa Carioggia, titolare della casa d’aste Sant’Agostino, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni nel merito delle indagini in corso. Si è tuttavia sentita di esprimere la propria gratitudine verso chi sta lavorando al caso: “Sento una straordinaria riconoscenza per l’attenzione e la cura professionale e umana avuta dagli inquirenti, e in particolare dai Carabinieri, nei nostri confronti in un momento così complesso. Eccezionale sentire lo stato così vicino”, ha detto. Intanto, la caccia agli altri della banda prosegue.

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