Garlasco, caos a Mattino 5. L'avvocato di Lovati: "Dite idiozie". Panicucci costretta a intervenire. VIDEO - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:44

Garlasco, caos a Mattino 5. L'avvocato di Lovati: "Dite idiozie". Panicucci costretta a intervenire. VIDEO

Caos a Mattino Cinque sul caso Garlasco: l’avvocato Gallo attacca duramente gli ospiti sulle nuove indagini e sul computer di Chiara Poggi. Panicucci interviene per riportare ordine

Nuova puntata infuocata a Mattino Cinque sul caso Garlasco. La trasmissione del 20 gennaio 2026 ha riacceso il dibattito sulle ultime mosse giudiziarie e sulle analisi legate al computer di Chiara Poggi, tema che continua a dividere difesa, consulenti e opinione pubblica.

Il confronto è partito dal recente comunicato della difesa di Alberto Stasi, che ha parlato della possibilità di ulteriori accertamenti informatici. Immediata la replica dei rappresentanti della famiglia Poggi, con un botta e risposta che ha animato l’intera puntata.

La giornalista Grazia Longo ha ribadito la posizione dei familiari della vittima: “La famiglia Poggi è convinta che sia stato Stasi e si concentra su un eventuale movente legato alla sua condanna”. A quel punto la conduttrice Federica Panicucci ha posto una domanda cruciale: “Non crede sia importante analizzare anche il computer di Chiara Poggi ai fini dell’indagine?”.

Il clima si è acceso definitivamente con l’intervento dell’avvocato Gallo, che ha attaccato duramente gli altri ospiti:
“Gli ulteriori accertamenti su Stasi sono inammissibili. È inutile che si sbraccino ancora per fare accertamenti. Non dite idiozie giuridiche. L’unico esperimento che si deve fare è sul computer di Chiara”.

Parole che hanno scatenato un acceso parapiglia in studio, con voci sovrapposte e toni altissimi, tanto da costringere la Panicucci a intervenire per riportare ordine.

A tentare di riportare il dibattito su un piano tecnico è stata Elisabetta Aldrovandi, che ha chiarito i limiti procedurali delle nuove perizie: eventuali accertamenti potrebbero riguardare solo altre posizioni processuali, ma non riaprire indagini già definite su Stasi.

Ancora una volta, il caso Garlasco si conferma capace di dividere e infiammare il confronto pubblico.