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Garlasco, Cataliotti tuona: “Sempio non è processabile. Andiamo alla Corte Costituzionale”

L’avvocato esce allo scoperto e annuncia una nuova strategia difensiva

Garlasco, Cataliotti tuona: “Sempio non è processabile. Andiamo alla Corte Costituzionale”

Il delitto di Garlasco è un giallo sempre più intricato. Dopo 19 anni dalla morte di Chiara Poggi, in quel drammatico 13 agosto 2007, ancora non c’è nessuna certezza sul killer. Andrea Sempio, il nuovo indagato in questa assurda e misteriosa vicenda, va verso il rinvio a giudizio. Questa la richiesta dei pm di Pavia, ora la decisione è nelle mani del gup che entro un mese stabilirà se si debba tenere un nuovo processo. Ma i legali di Sempio vanno al contrattacco e dichiarano: “Andrea Sempio non è processabile, c’è già un condannato“, tuona Liborio Cataliotti. Il riferimento è chiaramente ad Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva, che però ora va verso una clamorosa revisione del processo, in quanto ritenuto non solo non colpevole ma addirittura nemmeno presente in quella casa nel momento del delitto. “Solleveremo l’eccezione di costituzionalità – spiega Cataliotti a Il Corriere della Sera – già davanti al gup. Se la riterrà infondata andrà avanti. Se invece la valuterà non manifestamente infondata invierà gli atti alla Consulta”.

“Lo facciamo davanti al gup – precisa Cataliotti – per chiarire, da subito, i vari ruoli di alcuni soggetti: da Marco Poggi a Stasi. Per capire se l’uno può costituirsi parte civile e l’altro deve essere sentito come testimone o come parte offesa. Il gup ha diritto di implementare il fascicolo se ritiene necessarie altre prove. Noi potremmo anche chiedere di assumere nuove prove nel contraddittorio tra le parti, laddove ci sia una diversità di vedute sul piano tecnico scientifico“. Poi Cataliotti si sofferma sulla vicenda che riguarda Stasi: “Noi riteniamo che senza il sì alla revisione per Stasi, Sempio non sia processabile. E se venisse processato si rischierebbero più violazioni del diritto e, prima ancora, del buon senso”.

I legali di Stasi fanno sapere che i tempi per la richiesta di revisione sono maturi: “Massimo dieci giorni“. “Sta cercando di affrontare questa vicenda in modo razionale e con equilibrio — dice De Rensis a “La Vita in diretta” su Rai 1 —. Per il suo percorso è fondamentale che ci sia razionalità. La speranza c’è, ma c’è anche la ragionevolezza nel cercare di affrontare tutto con il massimo equilibrio possibile. Che è un po’ un modo per salvaguardarsi e tutelarsi”.

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