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Garlasco, che cosa cambia dopo le nuove verifiche su Andrea Sempio

La Procura chiude le indagini: scarpa compatibile con il piede di Sempio e nuovi dati sul Dna. Ora si va verso la richiesta di processo

Garlasco, che cosa cambia dopo le nuove verifiche su Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha chiuso nuovamente le indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, depositando nuove consulenze su impronta della scarpa, Dna e dinamica della morte. Il passaggio apre ora la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio.

Sempio resta indagato e contesta le accuse attraverso i propri difensori. Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, è invece stato condannato in via definitiva per l’omicidio: le nuove indagini non cancellano né modificano automaticamente quella sentenza.

Garlasco, la nuova verifica sulla scarpa

Uno degli elementi depositati dalla Procura riguarda l’impronta di una scarpa con suola a pallini trovata sulla scena del crimine. Secondo i consulenti dell’accusa, le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 risulterebbero compatibili con le misure del piede di Andrea Sempio. Compatibilità non significa identificazione certa della persona che indossava la scarpa. Il dato viene però inserito dalla Procura nell’insieme degli elementi che, secondo l’accusa, collegano Sempio al delitto.

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I consulenti hanno inoltre confermato la loro precedente attribuzione a Sempio della cosiddetta traccia palmare 33, punto che la difesa contesta. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno annunciato che analizzeranno le nuove consulenze e potranno depositare ulteriori controdeduzioni.

Garlasco, cosa cambia sul Dna e sulla posizione di Stasi

Le nuove indagini hanno fatto emergere anche un elemento relativo alla bicicletta sequestrata nel 2007. Due controanalisi effettuate il 20 settembre di quell’anno avrebbero dato esito negativo sull’attribuzione a Chiara Poggi del Dna trovato sui pedali. Secondo la ricostruzione della Procura, quei risultati non entrarono nel fascicolo processuale nel quale rimase invece la prima analisi positiva. La difesa di Stasi considera questo dato rilevante per un’eventuale richiesta di revisione.

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La Procura generale di Milano è stata informata degli sviluppi, ma una revisione non è automatica. Occorre un procedimento distinto davanti alla Corte d’Appello competente.

La famiglia Poggi sostiene invece che le nuove indagini non contengano elementi capaci di modificare le conclusioni già raggiunte dalla giustizia.

Garlasco, cosa succede ora a Sempio

Dopo l’avviso di conclusione delle indagini la difesa ha a disposizione i termini previsti dal codice per depositare memorie, consulenze e chiedere eventuali interrogatori. Successivamente la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio oppure assumere altre determinazioni.

ANSA riferisce che l’orientamento dei pm è verso una richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima. Questa resta la tesi accusatoria e dovrà eventualmente essere valutata prima dal giudice dell’udienza preliminare e, in caso di processo, dal tribunale competente.

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Un’altra consulenza depositata riguarda l’orario della morte: secondo le nuove analisi, Chiara potrebbe essere sopravvissuta fino a 60 minuti dopo l’aggressione.

Il passaggio del 28 settembre rafforza quindi l’impianto che la Procura intende portare davanti a un giudice, ma non costituisce una condanna di Sempio né una revisione della sentenza definitiva contro Stasi.

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