Una giornata ad altissima tensione che ha trasformato l’aula consiliare del V Municipio di Roma, in via Giorgio Perlasca, nel teatro di un aspro scontro politico e sociale. Oltre cento persone si sono radunate fin dalle prime ore del mattino tra ingenti misure di sicurezza garantite dalla Digos, mentre in aula andava in discussione una dibattuta mozione contro l’islamofobia. Il documento, promosso dalla maggioranza di centrosinistra, ha attirato l’attenzione e la contestazione militante della galassia dell’ultradestra social e degli influencer sovranisti, che hanno tentato di trasformare la seduta pubblica in una vetrina propagandistica.
Blitz della destra social e le provocazioni dell’estremismo web
La presenza della destra digitale si è concretizzata con l’arrivo di figure emblematiche del panorama web, tra cui Simone Carabella, Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas e l’italoamericano Joey Mannarino, noto referente del mondo Maga e filoisraeliano vicino alla linea governativa. La seduta è degenerata rapidamente quando Zossolo, intervenendo in veste di semplice cittadino, ha lanciato pesanti offese all’indirizzo della comunità islamica per poi compiere il gesto dimostrativo di strappare la bandiera palestinese. Un’azione estrema che ha scatenato la reazione dei presenti, culminata in uno schiaffo rimediato dallo stesso fondatore della nota pagina social mentre rientrava verso le tribune. Nel clima di caos generale, tra cori dell’inno nazionale intonati dal gruppo di Carabella, si sono registrati anche gravi insulti a sfondo sessista e gesti volgari rivolti alle donne presenti in aula.
La replica della rete antirazzista e il voto finale in aula
Ad attendere i circa dieci esponenti del fronte sovranista si è presentato un presidio organizzato di oltre 150 militanti e rappresentanti di numerose associazioni territoriali, giunti per sostenere l’approvazione del provvedimento integrativo. Tra gli interventi principali ha spiccatamente preso la parola Alberto Campailla dell’associazione Nonna Roma, il quale ha accusato la destra di agitazione mediatica strumentale per distogliere l’attenzione dalle vere criticità sociali ed economiche che il Paese sta affrontando. Nonostante i continui momenti di attrito e le provocazioni dell’opposizione extra-consiliare, la mozione contro l’islamofobia è stata ufficialmente approvata, accolta da un lungo e prolungato applauso della folla.
Un modello d’integrazione contro la propaganda dell’odio
Il testo finale, sostenuto con decisione da una vasta rete sociale comprendente Anpi, Libera, A buon diritto, Pd, M5S e la comunità islamica di Roma, rivendica con forza il valore della giustizia sociale e dell’inclusione. Il documento collettivo definisce la popolazione con background migratorio non come una realtà di ospiti temporanei, ma come parte integrante della forza lavoro e della cittadinanza attiva della capitale. La risoluzione respinge fermamente le recenti direttive governative in materia scolastica ed educativa, contrapponendo alla logica della divisione e della marginalizzazione una strategia basata sull’ampliamento dei diritti civili, delle opportunità economiche e della tutela dei quartieri periferici contro speculazioni e tensioni sociali.


