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Garlasco, il doppio lavandino e la strana scelta di Sempio. La versione labirintica dei pm

Non torna la nuova ricostruzione sulla dinamica del delitto

Garlasco, il doppio lavandino e la strana scelta di Sempio. La versione labirintica dei pm

Chi ha ucciso Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007? Domanda ancora senza una risposta a distanza di quasi 19 anni. La nuova inchiesta ha ribaltato ogni vecchia certezza, l’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi, va verso una clamoroso revisione del processo. La perizia della dottoressa Cattaneo, quella che verrebbe utilizzata in caso di processo, stabilisce infatti che l’ora della morte è posticipata nel tempo e quindi esclude dalla scena Stasi, visto che il fidanzato della vittima era certamente a casa sua a lavorare alla tesi quando Chiara è stata uccisa, stando alla nuova ricostruzione sul delitto, fatta in 3D, basata sui nuovi dati scientifici emersi dalle ulteriori indagini.

Il nuovo unico indagato è Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, per i pm di Pavia l’allora 19enne si sarebbe invaghito della sorella di Marco, presumibilmente dopo aver visto un video intimo di lei con Alberto. A quel punto, stando sempre all’accusa, avrebbe tentato un approccio sessuale nei suoi confronti che la ragazza avrebbe respinto. Da qui l’aggressione e l’omicidio. Ma le prove a carico di Sempio sono davvero poche, non c’è nulla di schiacciante che possa incastrarlo al momento. Gli inquirenti si basano infatti sui soliloqui in macchina, sul Dna sotto le unghie di Chiara e sull’impronta 33. Elementi però che i legali dell’indagato ritengono, attraverso le consulenze presentate, di poter invalidare.

Ma provando a ricostruire la dinamica del delitto, collocando solo Sempio sulla scena del crimine, molte cose non tornano. Come ad esempio le impronte di scarpe appartenenti al killer, quelle 25 orme di Frau 42, inizialmente attribuite a Stasi. Una delle perizie presentate dai legali di Sempio, infatti, dimostrerebbe non solo che il numero non corrisponde, avendo Andrea un 44, ma addirittura siccome la sua pianta del piede sarebbe anche molto più larga, quella camminata, se simulata, darebbe esito negativo e scagionerebbe il loro assistito “chiudendo ogni possibilità di nuovo processo“, sostiene l’avvocato Cataliotti.

Singolare, sempre stando alla possibile ricostruzione dei fatti, anche la scelta del killer. Ipotizzando sia Sempio, lui non si sarebbe recato in bagno dopo il delitto, o forse lo avrebbe fatto giusto per specchiarsi, ma avrebbe invece scelto il lavabo della cucina (mai analizzato) per pulirsi dal sangue di Chiara e forse anche dal suo. Il motivo è legato a una traccia di sangue trovata sotto il lavello e mai analizzata. L’ipotesi sul post delitto poi prosegue e si va dalla possibile fuga nei campi fino a casa della nonna (che non nota nulla di strano), fino al ritorno a casa sua per pranzo, dove la madre lo ha visto “con gli stessi vestiti puliti che indossava al mattino“. Resta poi la questione dello scontrino del parcheggio di Vigevano, Andrea sostiene che sia suo e rappresenterebbe un alibi. Gli inquirenti sospettano che possa invece appartenere ad altri, forse all’ex vigile del fuoco che ha ammesso di essere stato l’amante della madre di Sempio. “Avevamo una relazione intima”, ha detto l’uomo ai carabinieri. Su quel ticket il giallo continua, ma tutta questa nuova dinamica del delitto risulta piuttosto labirintica, molte cose non tornano.