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Garlasco, la bionda in bici e il riferimento alla gemella K. Le celle telefoniche dicono altro

Scontro tra i legali delle cugine di Chiara e il super testimone

Garlasco, la bionda in bici e il riferimento alla gemella K. Le celle telefoniche dicono altro

Il delitto di Garlasco e le sue contraddizioni. Non c’è ancora nessuna certezza a distanza di quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Indagine dopo indagine emergono dettagli che stravolgono tutto. L’ultima inchiesta ha puntato il dito contro Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara e addirittura tolto dalla scena del crimine l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, il fidanzato della vittima Alberto Stasi. Semplicemente per i pm non era nella villetta dei Poggi al momento del delitto ma lavorava alla sua tesi dal computer di casa sua. Ma su Sempio prove schiaccianti non ce ne sono, si parla di un approccio sessuale rifiutato che avrebbe scatenato la sua ira. Un presunto movente però che si basa su prove indiziali, i soliloqui in auto, il video intimo di Chiara e Alberto che avrebbe visionato, l’impronta 33 sul muro e il Dna sotto le unghie della vittima.

La ricostruzione del delitto, considerando i nuovi elementi emersi, è piena di lacune temporali e di incertezze sui movimenti del killer in casa. Non si parla più di un omicidio commesso in tempi brevi nella nuova perizia della dottoressa Cattaneo, quella decisiva in caso di processo, ma di uno scontro tra Chiara e il killer, con la ragazza che si sarebbe anche difesa, “durato 15-20 minuti” e consumatosi in varie zone della casa. Non torna neanche il presunto appostamento in giardino, la presunta fuga del killer attraverso i campi, forse per raggiungere la casa della nonna (nel caso di Sempio). E la famosa bici di Stasi? Sparita dall’interesse investigativo, così come le 25 orme lasciate dal killer, appartenenti a una Frau 42. Per i legali di Sempio però quelle impronte non possono essere attribuite al loro assistito che porta il 44.

Intanto è scontro tra i legali delle gemelle Cappa e il nuovo testimone, uscito allo scoperto dopo un lungo silenzio. Nelle sue dichiarazioni davanti ai carabinieri, l’uomo in questione aveva fatto un riferimento preciso rispetto a quella “donna bionda su una bici nera”. L’avvocata di Stefania Cappa parla di una precisazione del testimone: “Grazie a una immagine in tv, – dice la legale a Fanpage – era riuscito a identificare la ragazza in Stefania Cappa”. Ma le sue dichiarazioni sono risultate “non confermate”. La mattina del delitto, a supporto delle sue dichiarazioni, riferiva di aver “fatto e ricevuto delle telefonate che però dai tabulati di cella acquisiti all’epoca non è risultata essere presente nella nota località lomellina”, riporta il verbale dell’interrogatorio.