Il delitto di Garlasco continua a far discutere, ogni giorno emergono dettagli inediti, nonostante siano ormai passati quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Ma chi è stato? La nuova inchiesta ha stravolto ogni precedente convinzione, non più Alberto Stasi, nonostante una condanna in via definitiva, ma Andrea Sempio. Quadro investigativo totalmente ribaltato e pezzi di questo puzzle tutti da far combaciare nuovamente. Ma i pm nei confronti dell’unico nuovo indagato hanno in mano poche prove e nessuna veramente schiacciante, per questo rischia di ripetersi lo scenario già visto con Stasi. La Procura è convinta che si sia trattato di un omicidio in seguito a un approccio sessuale rifiutato, forse dopo aver visto un video intimo di Chiara con Alberto.
Le accuse verso Sempio si basano sui soliloqui in auto, sul Dna sotto le unghie di Chiara e sull’impronta 33 lasciata sul muro delle scale che conducono alla cantina, il luogo dove è stato ritrovato il corpo di Chiara. Ma un nuovo testimone, uscito allo scoperto dopo un lungo silenzio, nelle scorse settimane aveva parlato di una “donna bionda in bici“. Ieri il testimone però ha voluto anche metterci la faccia, è andato in tv e ha ribadito quanto visto, svelando anche qualche dettaglio in più.
“Il 15 di agosto di quell’anno c’è stato un grande evento a “Le Rotonde”, che all’epoca – dice il testimone a Filorosso su Rai3 – era uno degli appuntamenti più importanti in Italia”, racconta, “Io vado là giorni prima perché dovevo portare tutto l’allestimento del locale”. Arrivato in anticipo “mi sono fatto un bel giro. Io sono uno che cammina tantissimo, tutt’ora lo faccio. Però il paesino era vuoto perché era quasi Ferragosto, quindi non c’era un grande movimento. Ti dico che ho visto un paese che mi sembrava deserto, e ho incrociato altre due persone”.
“Io – prosegue il testimone parlando col conduttore – ti posso anche descrivere le altre persone che ho visto, a me è rimasto tutto impresso”, ha spiegato, “perché quando succede qualcosa tu ti stampi nella memoria quello che vedi. In quel momento l’ho guardata, ci siamo guardati in faccia, e l’ho seguita proprio con lo sguardo dopo che lei ha svoltato. Era una bella ragazza, mi sono girato e l’ho guardata e se n’è andata che pedalava a una velocità assurda. Sinceramente non posso dirti che ho percepito una fuga; io ho percepito che aveva fretta, e aveva due occhi spiritati”. Aveva “un bel completino nero, una magliettina, il pantalone, e mi ricordo gli occhiali sulla testa”, mentre la bici “era una bici nera, aveva dei raggi, sembravano d’argento. Cromati, che riflettevano la luce”.
Poi aggiunge: “Nei giorni successivi due persone sono venute a suonarmi alla porta. Apro e mi dicono: “ricordati che di Garlasco non sai niente e devi farti gli affari tuoi, se no finisce male“.

