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Maranza e movida, quando può scattare il fermo preventivo

Il nuovo ddl Sicurezza estende il fermo preventivo ai minori. Ecco in quali casi potrebbe essere applicato e in cosa si differenzia dal daspo

Maranza e movida, quando può scattare il fermo preventivo

Il governo ha approvato un disegno di legge che estende ai minorenni il fermo preventivo nei luoghi della movida quando esistono elementi concreti per ritenere imminenti condotte pericolose. La misura deve completare l’iter parlamentare prima di diventare operativa come nuova norma.

Maranza e movida: quando potrebbe intervenire la polizia

Il fermo previsto dal nuovo disegno di legge non scatterebbe automaticamente perché un ragazzo si trova in un luogo della movida o appartiene a un gruppo.

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Il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 14 luglio lega la misura all’esistenza di un “fondato motivo” per ritenere che una persona possa mettere in atto condotte pericolose per la sicurezza pubblica.

Tra gli esempi riportati nelle prime ricostruzioni del provvedimento figura il possesso di armi o di altri oggetti utilizzabili per offendere.

La novità riguarda soprattutto i minorenni. Il governo vuole consentire alle forze di polizia di intervenire prima che si verifichino violenze in aree caratterizzate da grandi concentrazioni di giovani, locali notturni ed eventi.

Maranza e movida: divieto di aggregazione e danneggiamenti di gruppo

Il disegno di legge contiene anche nuovi strumenti affidati al questore contro le bande giovanili o baby gang.

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Tra questi compare un avviso orale accompagnato, in determinate condizioni, da un divieto di aggregazione. L’obiettivo indicato dal governo è impedire la ricostituzione di gruppi già coinvolti in episodi violenti. Si tratta di provvedimento diverso dal daspo urbano.

Il testo prevede inoltre pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 15mila euro per alcune forme di danneggiamento commesse in gruppo.

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Il provvedimento ha provocato critiche da parte delle opposizioni. Filiberto Zaratti di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito il nuovo ddl “un nuovo attacco alle libertà costituzionali”.

L’approvazione in Consiglio dei ministri, però, non equivale all’entrata in vigore. Il testo deve essere esaminato e approvato dal Parlamento e può essere modificato durante l’iter.

Fino a quel momento le nuove disposizioni sul fermo dei minorenni e sul divieto di aggregazione non possono essere considerate automaticamente applicabili nella formulazione annunciata dal governo.

Per capire quando e con quali limiti potrà essere utilizzato il nuovo fermo sarà quindi necessario verificare il testo definitivo approvato dalle Camere e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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