Il concorso nella rapina può essere contestato anche al minorenne che non strappa materialmente il bene. Serve però la prova che abbia aiutato, rafforzato o reso possibile l’azione del gruppo.
Baby gang: quando tutti i componenti rispondono della rapina
L’articolo 110 del Codice penale stabilisce che più persone possono rispondere dello stesso reato quando contribuiscono consapevolmente alla sua realizzazione.
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Nelle rapine di gruppo i ruoli possono essere diversi. Una persona minaccia la vittima, un’altra prende il telefono o la collana, altre impediscono alla persona aggredita di allontanarsi. Tutti possono essere chiamati a rispondere della rapina se il comportamento è parte di un’azione concordata.
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La giurisprudenza riconosce il concorso anche quando il contributo consiste nel creare condizioni favorevoli. Distrarre la vittima, bloccare l’intervento di terzi, sorvegliare l’area o garantire la fuga può avere rilevanza penale.
La responsabilità non richiede sempre un accordo definito molto tempo prima. L’intesa può formarsi anche sul momento, purché il giovane comprenda ciò che sta avvenendo e decida di sostenere l’azione.
Baby gang, la presenza nel gruppo non basta da sola
Trovarsi accanto a chi commette una rapina non comporta automaticamente una condanna. L’accusa deve dimostrare un contributo materiale o morale e la volontà di partecipare.
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Un ragazzo che assiste senza intervenire, senza minacciare la vittima e senza agevolare gli altri non può essere considerato correo soltanto perché conosce i responsabili. La valutazione cambia quando la presenza numerica serve a intimidire, chiudere ogni via di fuga o rafforzare la sicurezza di chi sottrae il bene.
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Video, testimonianze, messaggi, movimenti registrati dalle telecamere e condotte successive vengono utilizzati per ricostruire il ruolo di ciascun componente.
Quando emerge una volontà aggressiva e predatoria condivisa fin dall’inizio, la Cassazione tende a escludere che i partecipanti possano invocare una responsabilità per un fatto diverso e meno grave rispetto alla rapina programmata.
Baby gang e rapine di gruppo: cosa rischiano i minorenni
Un minore di 14 anni non è imputabile. Tra i 14 e i 18 anni il giudice deve accertare che il ragazzo avesse la capacità di intendere e di volere al momento del fatto.
La rapina è punita dall’articolo 628 del Codice penale. La pena aumenta quando il fatto viene commesso da più persone riunite, con armi, travisamento o altre modalità aggravanti.
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Il processo minorile punta anche al recupero e alla responsabilizzazione. Il giudice può valutare percorsi educativi, messa alla prova e misure cautelari calibrate sulla personalità e sulla situazione familiare.
La presenza di adulti che coinvolgono minorenni può comportare aggravamenti per i maggiorenni, soprattutto quando si servono della vulnerabilità o dell’età dei ragazzi per realizzare il reato.

