Il Daspo Willy vieta l’accesso a locali pubblici, esercizi di somministrazione e zone della movida a persone considerate pericolose. La misura può riguardare anche minorenni che abbiano compiuto 14 anni, con l’intervento dell’autorità giudiziaria minorile e dei servizi sociali.
Daspo Willy, cos’è e come funziona
Il provvedimento prende il nome da Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro nel settembre 2020. È stato introdotto per contrastare aggressioni, risse e violenze commesse nei pressi di locali pubblici o nelle aree maggiormente frequentate durante la notte.
Non coincide con il Daspo sportivo, che impedisce l’accesso agli stadi, anche se ne riprende il funzionamento. Il divieto può riguardare bar, pub, discoteche, ristoranti, esercizi di somministrazione e specifiche zone urbane.
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Il questore può stabilire che una persona non possa entrare nei locali indicati o sostare nelle loro immediate vicinanze. Il provvedimento viene adottato sulla base delle condotte contestate e della valutazione del rischio per la sicurezza pubblica.
Il Daspo Willy è una misura preventiva. Può quindi essere applicato anche prima della conclusione definitiva del procedimento penale, senza equivalere a una dichiarazione di colpevolezza.
Daspo Willy, quando può essere applicato a un minorenne
Le nuove disposizioni sulla sicurezza estendono l’utilizzo del Daspo urbano ai minori che abbiano compiuto 14 anni. L’applicazione richiede specifiche garanzie legate all’età del destinatario.
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Il provvedimento può essere richiesto dal pubblico ministero presso il Tribunale per i minorenni e deve tenere conto delle condizioni personali e familiari del ragazzo. I servizi sociali possono essere coinvolti nella valutazione e nella costruzione di un percorso educativo.
La misura può scattare dopo episodi di violenza, risse, lesioni, minacce o altri reati commessi nei pressi di locali e luoghi di intrattenimento. La semplice presenza in una zona della movida non è sufficiente.
L’autorità deve indicare i luoghi vietati, gli orari interessati e la durata. Il destinatario deve poter conoscere con precisione quali comportamenti siano proibiti.
Daspo Willy, quanto può durare
La durata viene stabilita in base alla gravità dell’episodio, ai precedenti e al rischio di nuove condotte. Il divieto può estendersi per diversi mesi e, nei casi più gravi o reiterati, arrivare fino a più anni secondo la disciplina applicabile.
Possono essere previste prescrizioni aggiuntive, come l’obbligo di presentarsi presso un ufficio di polizia o il divieto di avvicinarsi a determinate aree negli orari serali e notturni.
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La violazione del provvedimento non viene trattata come una semplice inosservanza amministrativa. Le nuove disposizioni prevedono conseguenze penali, con la possibilità della reclusione fino a sei mesi in determinate circostanze.
Per i minorenni ogni decisione deve rispettare il principio di proporzionalità. L’obiettivo dichiarato è impedire la ripetizione delle condotte senza interrompere scuola, formazione e percorsi di reinserimento.

