Pornografia, sesso estremo, violenza e pensieri ossessivi annotati in agende e quaderni personali. È uno degli elementi emersi nel nuovo filone investigativo aperto dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, che vede Andrea Sempio unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Gli investigatori avrebbero sequestrato dieci agende, quindici quaderni e quattro bloc notes ritenuti rilevanti per ricostruire il profilo psicologico dell’indagato e approfondire il possibile movente del delitto del 13 agosto 2007.
Secondo quanto anticipato da Repubblica, negli appunti attribuiti a Sempio comparirebbero continui riferimenti a sesso, pornografia, violenza, autolesionismo e fantasie ossessive. Nei testi emergerebbero inoltre interessi per killer, autopsie e casi di cronaca nera.
“Sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso…”
I carabinieri riportano diversi appunti definiti significativi per delineare il profilo psicologico dell’indagato. In uno dei passaggi si legge: “Sempio sogna che accoltella delle persone”. In una nota del 18 ottobre 2020 viene invece annotato: “Sogna una bionda che usa il taser su di lui ma lui le salta addosso e le apre la faccia”. Gli investigatori richiamano poi un altro episodio del 3 gennaio in cui “sogna che accoltella” e uno del 6 giugno in cui “sogna che stupra” una ragazza indicata con un nome proprio. Nelle informative vengono inoltre citate numerose ricerche web attribuite a Sempio su satanismo, omicidi, assassini seriali, violenza sulle donne, autopsie, fenomeni cadaverici e predatori sessuali.
Gli appunti di Stasi sulla Moleskine: “Mamma in panico per la cosa di Stasi”
Negli atti dell’inchiesta compaiono anche numerosi appunti annotati da Andrea Sempio sulle sue Moleskine tra il 2019 e il 2021, in cui emerge l’attenzione costante verso la posizione giudiziaria di Alberto Stasi e il timore di una riapertura delle indagini nei suoi confronti. Tra le frasi riportate dai carabinieri figurano: “Molta ansia- 2 archiviazioni”, “Stasi ha chiesto la riapertura”, “mamma in panico per la cosa di Stasi” e “Stasi ricorso in Cassazione”. In un altro passaggio, riferendosi alla richiesta di revisione depositata nel 2020 dai legali di Stasi, Sempio annotava: “pare punti sui capelli …(inc) vabbè dovrebbe …(inc)… lontano da noi”. Poi ancora: “Archiviato ancora”, seguito pochi giorni dopo da “Stasi ricorso in Cassazione” e infine “Stasi no cassazione”. Secondo gli investigatori, gli appunti mostrerebbero “un certo interesse all’iter processuale che riguarda” l’ex fidanzato di Chiara Poggi.
Il documento sulla “genesi dell’aggressione predatoria”
Tra gli elementi valorizzati dagli investigatori compare anche la ricerca Google “altamira painting hands”, riferita alle pitture rupestri delle grotte di Altamira. Secondo gli inquirenti, quelle immagini mostrerebbero “un inquietante insieme di mani che nell’impatto visivo appaiono mani insanguinate”. Nelle carte viene sottolineato che “quello che è certo è che l’assassino di Chiara Poggi si sia sporcato le mani con il sangue della vittima”, collegando il ragionamento anche al tema del Dna trovato sotto le unghie della ragazza. Gli stessi investigatori precisano però che la polizia giudiziaria “ha l’obbligo di basarsi sugli elementi oggettivi”, pur dovendo rappresentare all’autorità giudiziaria “ogni elemento, anche quello al limite della suggestione”. Tra il materiale sequestrato figura inoltre un documento Word dal titolo “Genesi dell’aggressione predatoria”, ritenuto coerente con l’interesse attribuito a Sempio per il tema dei predatori sessuali.
Una amica pagata 100 euro per avere tre foto intime e il video girato di nascosto in un negozio
Gli inquirenti considerano il contenuto delle agende uno degli elementi utili per delineare il rapporto dell’indagato con le donne e più in generale il suo quadro comportamentale. Tra gli episodi finiti negli atti investigativi, secondo Repubblica, ci sarebbe anche il pagamento di 100 euro a un’amica per ottenere tre fotografie intime. Gli investigatori avrebbero inoltre approfondito un presunto video girato di nascosto sotto la gonna di una donna all’interno del negozio di telefonia dove Sempio lavorava. Tutto il materiale sequestrato, comprese le ricerche online e i contenuti presenti sugli smartphone acquisiti durante le indagini, sarebbe stato analizzato dagli specialisti del Racis dei carabinieri nell’ambito degli approfondimenti investigativi sulla figura di Sempio.
Per la Procura di Pavia, il contenuto di quaderni, agende e dispositivi elettronici rappresenterebbe un tassello importante per ricostruire il contesto dell’omicidio di Chiara Poggi e il presunto movente del delitto. L’attenzione degli investigatori resta concentrata sul profilo personale e psicologico dell’indagato, mentre proseguono gli approfondimenti sugli elementi raccolti nel corso della nuova inchiesta riaperta a quasi vent’anni dall’omicidio della giovane di Garlasco.

