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Garlasco, Sempio e la fiaba-dramma di Cenerentola. Quella “scarpetta” che proprio non entra

Tutto adesso ruota attorno alle Frau numero 42

Garlasco, Sempio e la fiaba-dramma di Cenerentola. Quella “scarpetta” che proprio non entra

Il delitto di Garlasco e le sue infinite contraddizioni. Si avvicina sempre più l’ennesimo 13 agosto senza una risposta definitiva sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto quasi 19 anni fa. I dubbi espressi dalla criminologa Roberta Bruzzone, tra i massimi esperti sul caso, potrebbero diventare certezze alla luce delle nuove ennesime indagini senza la “pistola fumante”. Bruzzone sostiene che “il caso resterà irrisolto”. Sono ancora troppe infatti le cose che non tornano nell’inchiesta della Procura di Pavia che ha tolto Alberto Stasi dall’ipotetica scena e messo al suo posto Andrea Sempio. Ma le mosse, i percorsi, le tracce della nuova ricostruzione dei fatti non sono naturalmente perfettamente sovrapponibili.

Il movente dell’omicidio sarebbe legato all’approccio sessuale di Sempio rifiutato da Chiara, tutto sarebbe stato scatenato dalla visione di un video intimo della sorella dell’amico di Andrea con Stasi. Le prove? Nulla di schiacciante. Ci si basa sui soliloqui in macchina, l’impronta 33 e il Dna sotto le unghie di Chiara. Per questo i legali di Sempio sono convinti, attraverso le loro perizie, di dimostrare l’innocenza del loro assistito, addirittura andando nel retro della villetta a cercare indizi. I legali Taccia e Cataliotti, infatti, sono convinti che proprio in quei campi ci siano delle tracce lasciate dal vero killer e mai considerate. Un testimone, ad esempio, nei giorni successivi all’omicidio, parlò di una bici nera abbandonata in quei campi, ma questo aspetto non venne mai approfondito. Da qui la decisione di “cercare anche tra i rovi“.

Ma gli avvocati di Sempio credono che l’elemento chiave per scagionare Sempio siano i suoi piedi. I legali lavorano sulle misurazioni della larghezza di quelle 25 impronte trovate nella villetta e appartanenti per i giudici “certamente” al killer di Chiara. Ma quella tipologia di scarpa e anche il numero sono state individuate, si tratta di un modello Frau numero 42. I legali sostengono che siano incompatibili con la larghezza del piede di Sempio, che, non solo porta un 44 ma ha proprio una pianta particolare che non si adatterebbe a qualsiasi scarpa. Ma c’è chi contesta questa tesi. “La lunghezza determina la taglia, non la larghezza“, lo sostiene Paolo Poloniato, grande esperto nel mondo delle calzature, durante un’intervista rilasciata per DarkSide, il format d’inchiesta fondato e curato da Gianluca Zanella.

Tutto insomma ruota attorno alla scarpa e viene spontaneo l’accostamento con la famosa fiaba di Cenerentola, solo che per Sempio a differenza della protagonista della fiaba, è necessario che quella “scarpetta” non calzi a pennello, solo così potrebbe evitare di andare al ballo (a processo). Sempio e i suoi legali puntano, sempre stando alla metafora di Cenerentola, a dimostrare che quella “scarpetta” non gli appartiene.