Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Giallo della ricina, possibile svolta: individuato il computer su cui è stata fatta la ricerca. “Il cerchio si stringe”

Giallo della ricina, possibile svolta: individuato il computer su cui è stata fatta la ricerca. “Il cerchio si stringe”

Nuovo elemento nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara: una ricerca sulla ricina sarebbe partita da un computer riconducibile all’area di Pietracatella

Giallo della ricina, possibile svolta: individuato il computer su cui è stata fatta la ricerca. “Il cerchio si stringe”

Giallo di Pietracatella, individuato il computer su cui è stata fatta la ricerca sulla ricina

Potrebbe arrivare dagli Stati Uniti un nuovo elemento nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella. Gli investigatori avrebbero infatti individuato l’indirizzo IP di un computer dal quale, pochi giorni prima della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, sarebbe stata effettuata una ricerca online sulle modalità di preparazione della ricina in polvere. L’indirizzo informatico individuato negli Usa sarebbe riconducibile a un’area compatibile con quella di Pietracatella. Un elemento che potrebbe fornire agli inquirenti una nuova pista investigativa.

La pista del veleno

L’attività degli investigatori non si concentrerebbe soltanto sull’identità di chi avrebbe effettuato la ricerca sul web. L’altra novità è quella che il cerchio si starebbe stringendo non solo attorno a chi ha fatto la ricerca su internet, ma anche su chi avrebbe preparato il veleno e chi, infine, lo avrebbe portato a casa dei Di Vita. Nel frattempo proseguono gli interrogatori delle persone informate sui fatti, convocate negli uffici della questura.

Gli sviluppi

Mercoledì è stato sentito un amico dell’insegnante di Riccia, persona vicina a Gianni Di Vita. L’uomo è stato ascoltato negli uffici della questura di via Tiberio e, secondo quanto si apprende, la sua audizione sarebbe considerata particolarmente significativa nell’ambito dell’inchiesta. Il giorno precedente, a Campobasso, era stato nuovamente ascoltato Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime. L’uomo ha inoltre consegnato spontaneamente agli investigatori un dispositivo elettronico. “Gianni non è indagato, ma parte offesa – ha detto il suo avvocato, Vittorino Facciolla – gli è stato chiesto di far accedere la polizia in entrambi i suoi studi, di Pietracatella e Campobasso, e lui stesso ha accompagnato gli agenti, che hanno perquisito entrambi i locali”.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS