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I nobili pontifici contro il Papa: “Non tutela le nostre tradizioni”

I nobili pontifici contro il Papa: “Non tutela le nostre tradizioni”
papa inciampa
LA POLEMICA/ Bergoglio si è definito il “Papa dell’austerità”, ma le famiglie nobili del Vaticano si mobilitano per i difendere i propri privilegi storici: “Il Pontefice tuteli ciò che hanno rappresentato i nobili e i cavalieri per la Chiesa”
I nobili pontifici contro il Papa: “Non tutela le nostre tradizioni”
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I nobili pontifici contro il Papa: “Non tutela le nostre tradizioni”

Contro gli sfarzi si è fin da subito schierato Papa Bergoglio, definito il “Papa dell’austerità” ma per difendere alcuni privilegi storici si sta muovendo un gruppo di persone appartenenti alle cosiddette “famiglie nobili pontificie”. Mentre la Repubblica Italiana non riconosce alcun valore ai titoli nobiliari, lo Stato Vaticano li tutela e addirittura è concesso al Papa la possibilità di titolare nuove famiglie anche ai giorni nostri.

Nessuna richiesta di nuovi favori o concessioni, ma solo la volontà di salvaguardare tutto ciò che la nobiltà ha portato alla Chiesa: “Nessun attacco a Sua Santità,ma crediamo che nel periodo storico di rinnovamento che Francesco sta lanciando, serva più che mai tutelare ciò che hanno rappresentato i nobili e i cavalieri al servizio del Papa” esordisce il Principe Luciano Francesco Silighini Garagnani Lambertini, ultimo discendente di S.S.Benedetto XIV e presidente nazionale del sodalizio “Corpo nobiliare e Cavalleresco Pontificio”.

Per questo motivo i “nobili pontifici” si sono riuniti a Milano il 3 febbraio scorso per stilare un documento di intenti dove oltre a confermare fedeltà al Pontefice, si chiede una salvaguardia della propria storia. Il “Corpo Nobiliare e Cavalleresco Pontificio” è un ente di diritto privato che ha lo scopo di creare gruppi di studio e divulgazione storica e scientifica della tradizione nobiliare e cavalleresca dello Stato Pontificio e dell’attuale Stato Vaticano, attraverso conferenze, incontri e pubblicazioni ma la notizia che più emerge è il timore che certe azioni di Papa Bergoglio possano ledere alcuni diritti acquisiti dai nobili di Sua Santità.