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Cronache
Il generale Carmelo Burgio dei Carabinieri attacca Saviano
Carmelo Burgio (foto Imagoeconomica)

Il generale Carmelo Burgio dei Carabinieri attacca Saviano

Mentre imperversa ancora la polemica sull’esclusione di Roberto Saviano dalla Rai c’è un fatto del tutto nuovo che irrompe sulla scena e cioè un lungo post su Facebook del generale dei Carabinieri Carmelo Burgio che è di stanza a Caserta e che ha combattuto a lungo la camorra: “Ho letto recentemente pezzi pro e contro Roberto Saviano. Su tutto la corretta considerazione è che non si può pagare con denaro pubblico chi fa politica insultando. Specie se poco prima è stato eliminato dai palinsesti un giornalista che con acrobatici giochi di parole, circa recente vero o presunto stupro, poteva passare per sessista. Preferisco andare controcorrente e tirare dritto sul nocciolo della questione. Saviano icona della anti-camorra? Io resto ai fatti per come li ho vissuti. Un libro di successo e una condanna per plagio (pare abbia scopiazzato, non sono io a dirlo ma una sentenza). Ricordo che ero a Caserta in quegli anni e non ebbi un uomo né una macchina per quel libro. Era presidente del Consiglio dei ministri l’On. Amato. E poi Peppe Setola o’ cecato iniziò nel 2008 la mattanza, segno che per sparare ci vedeva: 20 morti in 6 mesi e la strage di S. Gennaro (1 italiano e 6 africani) in una sera sola. Era allora ministro dell’interno Bobo Maroni: veniva una volta al mese in Prefettura organizzando il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza Pubblica, arrivò di tutto di più, anche il 186° paracadutisti di Siena che fu di grande aiuto. Setola arrestato insieme a tanti altri di altri clan. Era il Modello Caserta, per intenderci”.

Questo post dichiara apertamente che l’“effetto Saviano” non c’è stato nella lotta alla camorra organizzata. L’aiuto di Saviano è “non pervenuto”, “zero tituli”, direbbe Mourinho. L’alto grado si concentra anche sul fatto che Saviano farebbe politica con denaro pubblico e insultando. Poi ha aggiunto: "Ad ogni modo nel 1927 il PCM in carica, nel celebre discorso, spiegava a tutta l’Italia che le mafie serie, allora, erano nella Terra dei Mazzoni (Castelvolturno), nell’agro aversano e in Sicilia. Quindi manco questa è stata una scoperta di Saviano", facendo riferimento a Benito Mussolini. L’intervento di un generale in carica dei carabinieri è una assoluta novità per l’Italia che segna evidentemente un salto di qualità della discussione pro o contro Saviano. È una Istituzione che, tramite le parole di un suo altissimo dirigente, prendono parte alla polemica, segno che Saviano costituisce comunque un fattore di estrema divisione per il nostro Paese. In realtà, un precedente su Saviano c’è stato, sul suo libro e soprattutto sulla serie televisiva ed è quello di alcuni magistrati in piena linea nel combattere le mafie.

Infatti l’allora Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho (ora parlamentare), criticò la terza serie TV come diseducativa, come del resto fecero altri magistrati di primo piano impegnati nella lotta alla mafia e alla camorra. A tal proposito disse: “Credo che evidenziare i rapporti umani come se la camorra fosse un’associazione come tante altre non corrisponda a quello che realmente è, la camorra è fatta soprattutto di violenza”.

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, invece così si espresse: “Chi produce, chi scrive si deve preoccupare di quello che è l’effetto sulla collettività. Non voglio assolutamente polemizzare con nessuno e non parlo mai di cose specifiche. Dico che la cinematografia e la televisione fanno arte e non mi metto a disquisire su questo. Il senso dei film, dei docufilm e dei libri è quello di educare. Se davanti alle scuole vediamo dei ragazzi che si muovono, si vestono e usano le stesse espressioni degli attori e dei personaggi di questi film che trasmettono violenza su violenza, mi pare che il messaggio non sia positivo. Bisogna riportare parte di ciò che accade nelle mafie, però dobbiamo all’interno dello stesso film o libro inserire qualcosa di alternativo, un messaggio che questi non sono invincibili e forti”.

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