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Il gip del tribunale dei minori ha convalidato il fermo delle due ragazzine accusate di aver ucciso il pensionato di Udine Mirco Sacher per il solo reato di omicidio preterintenzionale.

Le quindicenni trascorreranno i prossimi due mesi in una struttura protetta.

Spunta, intanto, un video che mostra le due amiche in compagnia di Sacher in gelateria. Alcune immagini riprese dalle telecamere fisse di un bar riprendono l'ingresso domenica scorsa delle due ragazze insieme al pensionato ucciso a Udine, alle 10 e 30 del mattino.

Secondo il racconto delle giovani, sono state loro a telefonare a Mirco Sacher, una sorta di nonno acquisito per una delle due, per chiedergli di andare insieme in gelateria. Il video mostra l'ingresso nel locale di Remanzacco (Udine). L'uomo indossa jeans e un giaccone; la prima ragazza, capelli rossi, corporatura un po' forte, non alta, veste una giacca blu con cappuccio imbottito di finta pelliccia, legging grigi a grossi disegni bianchi e scarpe da ginnastica. La telecamera la inquadra da dietro. L'altra giovane, capelli corti, indossa un giubbetto di pelle.

"Sembrava di essere in GTA, il videogame. Ci siamo sentite come l'eroe del gioco". Queste le parole che le due quindicenni di Udine avrebbero ripetuto, più volte, a Sonny Rizzetto e Walter Wisdom, i due giovani di Pordenone che, domenica notte, le hanno convinte a costituirsi ai carabinieri, dopo l'omicidio di Mirco Sacher, il pensionato 66enne trovato morto domenica pomeriggio a Udine.

A raccogliere la testimonianza dei giovani  è il telegiornale dell'emittente "Tv7 Triveneta". "Le abbiamo viste alla stazione di Mestre, erano calme, tranquille e senza soldi - affermano i due giovani pordenonesi -. Quasi ridendo, e comunque non tradendo nessuna emozione, ci hanno raccontato di aver ucciso un uomo, messo in moto la sua auto, attaccando i fili dell'accensione, e di essere fuggite con questa a 150 all'ora in autostrada. Ci è sembrato un racconto strano al punto che volevamo andare a Udine, a vedere se davvero c'era il cadavere. Poi, arrivati a casa, abbiamo avuto conferma dai nostri genitori e abbiamo convinto le ragazze a presentarsi ai carabinieri"

"Dal punto di vista investigativo, per quello che si puo' dire nell'immediatezza dell'esame autoptico sicuramente l'uomo non e' morto di morte naturale". Lo ha detto il capo della Procura dei minori di Trieste Dario Grohmann riferendosi all'autopsia effettuata in mattinata dal medico legale Carlo Moreschi sul corpo di Mirco Sacher, il 67/enne trovato cadavere nella campagne di Buttrio, vicino a Udine, e che vede due ragazzine di 15 anni indagate per omicidio colposo o preterintenzionale.

Secondo il Procuratore dei minori quindi "ci troviamo davanti ad un decesso che sicuramente e' avvenuto per cause estranee e quindi dovuto a terzi" ma "per saperne di piu' - ha aggiunto - dobbiamo attendere la relazione completa". Grohmann ha poi precisato che quanto emerso e' un punto importante "per quello che ci serve per andare avanti con le indagini. Ci interessava in sostanza capire se l'ipotesi portata avanti da noi e avanzata da noi era fondata". Secondo indiscrezioni riportate dalla Repubblica, gli esami dei medici tendono ad escludere però uno dei segni tipici della morte per strangolamento: la lesione alla cartilagine della carotide di Sacher non risulta. Così come non sarebbe vera la notizia sul prelievo di denaro dal conto dell'uomo, effettuato dalle ragazzine durante la fuga. 

LA CONFESSIONE E I DUBBI: STANNO COPRENDO QUALCUNO? - "Ho buttato Mirco a terra e da lì, forse, lui ha preso per un polso Anna (i nomi delle due minorenni sono di fantasia, ndr ), così è caduta a terra anche lei"», ha confessato Paola con un filo di voce nel lungo interrogatorio davanti al pm del Tribunale per i minorenni di Trieste, Chiara Degrassi. "Io mi sono seduta sopra di lui - ha proseguito -. Gli afferravo i polsi e sono finita fra le spine. Quando lui ha tentato di rialzarsi Anna l'ha preso per il collo. Poi l'ho preso anch'io, respirava ancora, respirava... e poi non ha respirato più e siamo andate via". Questo il momento cruciale della confessione resa dalle due quindicenni durante l'interrogatorio. Ma secondo gli inquirenti sono molte le incongruenze nel racconto delle due giovani. Qualcuno avanza anche l'ipotesi che stiano coprendo qualcuno, probabilmente maggiorenne. Tanto che c'è chi ribattezza la vicenda definendola "un'Avetrana al contrario". Insomma, se nel caso di Sarah Scazzi Michele Misseri confessò l'omicidio per proteggere la figlia qui le due ragazzine potrebbero aver confessato per proteggere un adulto.

IL GIALLO DELLA FIAT PUNTO - Uno dei punti più controversi è quello della fuga in auto. Le due, infatti, sarebbero fuggite a bordo dell'auto di Sacher, una fiat Punto. Ma c'è un buco di due ore tra il momento dell'omicidio e il momento in cui le due avrebbero imboccato l'autostrada. Perché le ragazzine, che hanno detto di aver preso l'auto della vittima, benché senza patente, hanno impiegato tanto per raggiungere la A23? La giustificazione è emersa durante l'interrogatorio: non trovavano la via giusta per raggiungere il casello. "Non avevamo mai guidato", hanno detto. Ma il puzzle di questo giallo è ancora tutto da ricomporre.


"UN'AVETRANA AL CONTRARIO". Così qualcuno ha definito il giallo di Udine. Ecco qui sotto i protagonisti, invece, della vicenda Scazzi

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