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Cronache
"Il mondo ha bisogno di tenerezza". Il messaggio del Papa per Natale

"Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!". E ancora: "Lungo il cammino della storia, la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione". Nella seconda messa di Natale nel suo pontificato, Papa Francesco torna a usare una parola amata: tenerezza. L'aveva pronunciata molte altre volte, anche nella messa di inizio pontificato.  La "tenerezza di Dio" verso l'uomo, in un mondo così segnato dalla violenza, incarnata in "un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia", la cui venuta è "la luce che squarcia il buio". C'è la dolcezza, nel suo messaggio. Ma anche le parole dure nei confronti di chi non vede la luce di Dio: "La grande luce della nascita di Gesù non la videro gli arroganti, i superbi, coloro che stabiliscono le leggi secondo i propri criteri personali, quelli che assumono atteggiamenti di chiusura". 

Bergoglio è entrato in processione nella basilica di San Pietro, gremita da 5mila fedeli. Alle 21.15, in anticipo rispetto agli altri precedenti. Fuori, altre migliaia di persone davanti ai maxi-schermi. Mentre le campane della basilica suonavano a distesa. Francesco ha poi incensato un bambinello portato da due piccoli, uno libanese e uno siriano, segno di attenzione verso quei popoli sofferenti. Lo stesso bambinello poi Francesco l'ha preso in braccio al termine della messa e ha percorso in processione la navata centrale per portarla nel presepe in fondo alla basilica, nella Cappella della Presentazione.

Qui è stata deposta l'immagine del Gesù Bambino, e i mazzi di fiori portati dai bambini in abiti tradizionali, provenienti dai diversi continenti. Bambini in arrivo da Paesi toccati dai viaggi recenti e prossimi del Pontefice, da Italia, Filippine, Corea (il più giovane di cinque anni). Il Papa, prima di uscire in processione dalla basilica, li ha salutati e abbracciati tutti, uno ad uno, e con uno di loro ha anche fatto il gesto di scambiarsi lo zucchetto bianco.

All'inizio della celebrazione, il Papa ha ascoltato in ginocchio una delle novità della cerimonia di quest'anno, l"Et incarnatus est" della Messa in Do minore K427 di Wolfgang Amadeus Mozart, da parte dell'Orchestra Sinfonica di Pittsburgh diretta dall'austriaco Manfred Honeck e della solista Chen Reiss, soprano di origini israeliane. 

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