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Cronache
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Un commissario unico o un commissario ad acta che si occupera' solo del risanamento ambientale. Sono le due opzioni allo studio per risolvere la questione dell'Ilva. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ai microfoni di Radio24: "O un commissario unico o l'azienda continua a gestirsi e il Governo decide di farsi il risanamento con un commissario ad acta", ha spiegato, aggiungendo che il governo dovra' varare un decreto.

"Bisogna vedere qual e' la soluzione che funziona meglio - ha aggiunto Zanonato - si tratta di affrontare problemi che hanno anche la caratteristica dell'unicita', che non sono mai stati affrontati in queste dimensioni. Sicuramente - ha concluso - occorre una norma legislativa, si fara' quindi un decreto che poi verra' trasformato in una legge".

ESPOSITO (GARANTE AIA), ISPEZIONE ISPRA ANCORA IN CORSO -"L'ispezione dei tecnici dell'Ispra e' ancora in corso, e' cominciata martedi', potremo averedati ma la relazione chiede necessariamente dei tempi tecnici, io non ho mai parlato di inadempienze gravi, ho sempre detto che ci sono state una serie di prescrizioni che risultano osservate, altre sono in itinere, e per altre sono state rilevate violazioni". Lo ha affermato il garante dell'esecuzione dell'Aia all'Ilva di Taranto Vitagliano Esposito nel corso della trasmissione Radio Anch'io. "Io - ha aggiunto Esposito - voglio dare atto ai lavoratori di un grandissimo impegno, il trend risulta oggi positivo rispetto a quello riscontrato nel precedente semestre, diamo il tempo agli operai di lavorare con tranquillita', seguiamo le evoluzioni prescrizione per prescrizione. Io ritengo che il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale vada tenuto fermo - ha concluso sottolineando il clima di "calma apparente" che si respira in questi giorno - c'e' poi la volonta' dei quadri dirigenti di dimettersi, sono ben 34, e' un fatto di una gravita' eccezionale, questa e' conseguenza di un grave stato di insicurezza giuridica, e' una situazione che potra' incidere sull'efficienza dello stabilimento con ripercussione nell'osservanza delle prescrizioni dell'Aia".

CGIL, SEPARARE FABBRICA DA PROPRIETA',GARANTIRE PRODUZIONE - "Una figura di garanzia o un pool di garanzia che accanto alle necessarie bonifiche, quindi all'applicazione integrale dell'Aia, conduca l'attivita' produttiva attraverso una sicurezza e una garanzia migliori, quindi staccare questa fabbrica temporaneamente o definitivamente dalla proprieta', puo' essere elemento di garanzia e di sicurezza di prosecuzione dell'attivita'". E' la proposta avanzata dalla Cgil per l'Ilva. "Vediamo di buon occhio il fatto che il governa assuma come priorita' fondamentale la salvaguardia dello stabilimento dell'Ilva - sottolinea il segretario confederale della Cgil Elena Lattuada, intervenendo all'Economia Prima di tutto' - ovviamente seguiamo in queste ore le decisioni che il governo assumera' ma avanziamo anche una nostra proposta". "Noi abbiamo chiesto al governo - conclude - di essere convocati per dire la nostra, sapendo che la priorita' e' chiara: la continuita' produttiva, perche' chiudere l'Ilva oltre al dramma sociale di un territorio, significherebbe acuire il dramma sociale del Paese".

BONANNI, MANTENERE PRODUZIONE E PROSEGUIRE NEL RISANAMENTO -"La soluzione ha un carattere eccezionale, non e' un cammino di scuola, i paletti sono stati rotti gia' da molto tempo in questa storia, per me conta mantenere la produzione e proseguire nel risanamento". Lo ha affermato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni intervenendo alla trasmissione Radio Anch'io dedicata al caso Ilva. "Peraltro - ha ricordato ancora Bonanni - c'e' da dire che se riusciamo entro il 2015 a metterci a norma avremo anche ingenti risorse dalla Bei. I giudici hanno sequestrato i soldi - ha proseguito ricordando il sequestro per 8,1 miliardi di euro da parte della magistratura tarantina - perche' potevano essere distolti per altre finalita', allora - ha concluso - si costruisca un dispositivo che li faccia utilizzare per far andare avanti il risanamento e mantenere la produzione, altrimenti caleremo la porta in quell'azienda e c'e' gia' chi sta procurando acciaio altrove".

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