“Il piano in 10 punti approvato dell’Ue sull’emergenza immigrazione e’ assolutamente debole e per certi versi vergognoso”. Lo afferma monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione Migrantes, promossa dalla Cei. “Ancora una volta – denuncia il prelato – si pensa di contrastare i trafficanti e non tutelare le persone attraverso i canali umanitari, un piano sociale europeo nei paesi di arrivo dei profughi e migranti, la cooperazione locale”.
Ai microfoni dell’emittente della Cei “RadioInBlu”, monsignor Perego ha anche replicato alle dichiarazioni del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, riguardo alla richiesta di un mandato internazionale per affondare le barche degli scafisti. “Parole come affondare, distruggere, respingere, senza che siano accompagnate da parole come tutelare, salvare, accogliere, non hanno prospettiva”, ha detto il direttore della Fondazione Migrantes. “L’aspetto importante – ha spiegato – e’ contrastare i trafficanti, come gia’ faceva ‘Mare Nostrum’, ma al tempo stesso non dimenticare che ci sono vite da salvare. Se e’ vero che occorre un piano internazionale di intervento nel Nord Africa, deve essere di pace, di messa in sicurezza delle persone e di una collaborazione con tutte le realta’ e le forze locali per combattere i trafficanti”.
Per bloccare “lo schiavismo del XXI secolo” serve dall’Europa e dalla comunita’ internazionale una “risposta politica” perche’ “non e’ una reazione emotiva quella che puo’ seguire una strage di queste proporzioni”. Matteo Renzi riferisce in Parlamento sulla linea che seguira’ domani l’Italia al Consiglio europeo straordinario convocato sul dramma dell’immigrazione clandestina, traccia una possibile via d’uscita e chiede unita’ ai partiti. All’Europa, annuncia prima alla Camera e poi al Senato, il nostro Paese chiedera’ di “rafforzare le operazioni dell’Unione europea”, di “combattere i trafficanti di uomini”, di “scoraggiare le persone a lasciare la propria terra attraverso un investimento sui Paesi di origine” e di “rafforzare la solidarieta’ tra gli Stati membri anche con una diversa strategia nell’accoglienza”.
“O c’e’ la politica, intesa come capacita’ di dare risposte ad un mondo articolato, oppure non andiamo da nessuna parte”, avverte prima di sottolineare che “stavolta il mondo non si e’ girato dall’altra parte e che, per la prima volta dopo tanto tempo, questa vicenda ha provocato finalmente una consapevolezza piu’ ampia da parte delle istituzioni internazionali”. Fattori che lo inducono all’ottimismo per “un cambio di passo dell’Ue”.
E un cambio di passo il premier lo chiede anche ai partiti, in particolare a quelli delle opposizioni che non manca di bacchettare: “Non si affronta la questione degli sbarchi dalla Libia semplicemente parlando alla pancia delle persone”, spiega.Si deve bloccare, attacca poi, “il tentativo di sciacallaggio di queste ore. C’e’ un limite a questo tentativo! E credo che sia arrivato il momento di dire con grande forza che ci sono secoli di civilta’ giuridica e di valori umani a cui non rinuncia questo Paese in nome di un principio demagogico”.
Un primo risultato il presidente del Consiglio lo ha ottenuto: l’Aula di Montecitorio ha votato la risoluzione della maggioranza. Il dispositivo ha ricevuto anche i voti di Forza Italia. Sulla questione e’ intervenuto da Lubiana anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha chiesto che “l’Europa si faccia carico insieme alla comunita’ internazionale della situazione drammatica della Libia” per trovare “tramite le Nazioni unite la via di uscita dalla guerra civile”.
Beppe Grillo, invece, lancia un allarme dal suo blog: “Il tam tam che in Italia si possa entrare e poi scomparire nel nulla si sta estendendo in tutta l’Africa. Un milione di persone potrebbe entrare in Italia nei prossimi mesi grazie a un governo imbelle e poi? Non si trattera’ piu’ di immigrazione, ma di stato di guerra. Di un conflitto sociale di cui nessuno ha la minima idea di come si possa concludere”.
