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Immigrati, i vescovi contro Grillo e Salvini: “Piazzisti da 4 soldi”

Immigrati, i vescovi attaccano Grillo e Salvini: “Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse”

“Piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!”. Cosi’ il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, pur senza citare espressamente Salvini e Grillo, qualifica i leader politici che in questi giorni hanno affermato la necessita’ di piu’ efficaci restrizioni all’ingresso in Italia di nuovi immigrati e profughi. “Come italiani dovremmo un poco di piu’ imparare a distinguere il ‘percepire’ dal reale”, afferma il presule ai microfoni della Radio Vaticana, che lo ha intervistato al rientro del suo viaggio in Giordania, paese che accoglie diversi milioni di richiedenti asilo fuggiti da Siria e Iraq. “Noi qui – spiega monsignor Galantino sentiamo dire e sentiamo parlare di ‘insopportabilita” del numero di richiedenti asilo: guardate, questo, secondo me, e’ un atteggiamento che , in questi giorni, viene purtroppo alimentato da questi quattro piazzisti”.

Quando si affrontano i temi dell’immigrazione e dell’accoglienza ai profughi, “si tratta di non restringere gli spazi del cuore, come pure di non inaridire la radice di fede che alimenta i gesti della carità”. Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, secondo cui questo orientamento “deve animare anche l’accoglienza che ci viene chiesta verso uomini e donne, non poche volte anche bambini, che, profughi, si rifugiano tra noi allontanandosi da guerre, fame, condizioni disumane di vita”. Questi sono “tutti da accogliere come fratelli, perché in ciascuno di loro dobbiamo riconoscere la dignità di una persona umana”, ha detto Betori nell’omelia che ha pronunciato alla Messa nella Basilica di San Lorenzo, sottolineando che questo concetto “dobbiamo ribadirlo anche quando tutto ciò comporta difficoltà di comprensione e di attuazione, come può accadere oggi nello sforzo di integrazione che la nostra comunità cittadina è chiamata a compiere nei riguardi dei nuovi venuti, a cui va richiesta peraltro una condivisione di valori civili che da sempre alimentano le più felici espressioni della nostra città”.