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Cronache
- "Il dialogo e' molto importante per la propria maturita' perche' nel confronto con l'altra persona e con le altre culture, con il confronto sano con le altre religioni uno cresce e matura". Cosi' Papa Francesco nel cortile San Damaso ai 200 ragazzi (accompagnati da 15 professori) della Seibu Gauken Bunri Junior High School di Tokyo. "E' il dialogo che fa la pace - ha continuato il Pontefice - non si puo' avere pace senza dialogo. Tutte le guerre, tutte le lotte, tutti i problemi ci sono per mancanza di dialogo".

Di Antonino D'Anna

Papa Francesco avrà fatto i compiti delle vacanze? Settembre si avvicina e, anche se al momento all'ombra dei Sacri Palazzi tutto sembra essere tranquillo (salvo – riferisce la brava Angela Ambrogetti di Korazym – una visita del Papa emerito Benedetto XVI a Castelgandolfo), l'autunno di Jorge Mario Bergoglio si presenta abbastanza affollato. E, volendo, potrebbe anche diventare abbastanza caldo. Ecco che cosa c'è sul tavolo.

LA GUERRA E GLI ORDINARIATI- Il 2 giugno scorso, all'Angelus, il Papa si è espresso così: “Questa mattina, ho celebrato la Santa Messa con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia”. Tutte le guerre, quindi anche il concetto di “guerra giusta” e di “ingerenza umanitaria” che fu appoggiato da Giovanni Paolo II e il suo segretario di Stato Angelo Sodano nei primi anni '90? E che senso ha allora avere gli Ordinariati Militari? Questa è una domanda che ha coinvolto tanti Oltretevere e agitato i sonni degli Ordinariati, ossia le diocesi senza territorio che raggruppano i cappellani militari e si occupano della loro cura pastorale insieme alle diocesi in cui si trovano i contingenti militari o le caserme. E sono importanti, come quello tedesco guidato da Franz-Josef Overbeck, e quello USA guidato da Timothy Paul Broglio. A proposito: monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, ha lasciato il suo posto l'11 agosto scorso. Ha compiuto 65 anni e questa è l'età massima per occuparsi della cura d'anime delle nostre stellette. Ora l'Ordinariato aspetta la nuova nomina: peraltro l'Ordinario è per legge equiparato ad un Tenente Generale, grado appena al di sopra del generale di divisione. Ex Ordinario è anche il cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E già che ci siamo: gli Ordinariati tedesco e statunitense contano non poco. Tedeschi e americani sono tra i maggiori donatori della Chiesa cattolica.

IL RIEQUILIBRIO DELLA CURIA- Se questo è il primo punto, il secondo non è da meno. E viaggia di pari passo col terzo rebus da risolvere per Bergoglio. Stiamo parlando della Curia, il governo vaticano, sul quale da tempo spirano venti di riforma. Dopo l'ipotesi dell'istituzione di un Moderatore, che dovrebbe assorbire parte delle responsabilità del Segretario di Stato (il quale resterebbe di fatto a gestire solo la diplomazia vaticana), indicato nella persona di monsignor Francesco Coccopalmerio (grande elettore di Francesco), adesso l'attenzione si è spostata sulle prossime nomine. Sì, perché sarebbe intenzione del Papa – dicono ad Affaritaliani – quella di riequilibrare la macchina vaticana procedendo a inserire gradualmente nuovi nomi presi direttamente dagli episcopati sudamericano e asiatico. Sembra che le prime nomine potrebbero arrivare proprio in Segreteria di Stato, dove il Papa potrebbe chiamare un nuovo Sostituto: in forse dunque sia il posto di Sostituto per gli Affari Generali, con Giovanni Angelo Becciu (che tuttavia sarebbe al momento tra i collaboratori più fidati di Francesco), e quello di Segretario per i Rapporti con gli Stati (ossia il Ministro degli Esteri vaticano), il franco-marocchino Dominique Mamberti. Un nome che potrebbe essere utile, per il suo background culturale e personale, è quello dell'attuale capo dell'Ufficio protocollo vaticano, José Avelino Bettencourt. Un luso-canadese, nato a San Miguel (Azzorre) nel 1962 ma vissuto per quasi tutta la vita in Canada, incardinato nella diocesi di Ottawa. Parla fluentemente inglese, francese, portoghese e naturalmente italiano: nel 1995 si è trasferito a Roma per studiare ed ha ottenuto il dottorato in Diritto Canonico alla Pontificia Università Gregoriana. Ha lavorato come diplomativo vaticano alla Nunziatura Apostolica in Congo nel 1999, poi nel 2002 è tornato a Roma ed è stato promosso alla sezione per le Relazioni con gli Stati: questo fino al 2007, quando è entrato alla Prefettura della Casa Pontificia per il servizio protocollo d'anticamera. Insomma, non è affatto uno qualunque e Benedetto XVI lo ha premiato nominando alla fine del 2012 alla guida dell'Ufficio Protocollo della Segreteria. Per finire, ha dato buona prova di sé accogliendo 140 delegazioni ufficiali degli Stati con rapporti con la Santa Sede in visita a Roma per la Messa d'inizio pontificato di Bergoglio. Una chicca: è anche Commendatore dell'Ordine Militare di Cristo, alta onorificenza lusitana concessagli su iniziativa del governo portoghese.

IOR E BERTONE- Ed eccoci al rebus finale: settembre troverà Bergoglio intento ancora una volta a capire che cosa fare dello IOR, la Banca Vaticana, e quale sarà il futuro del suo “primo ministro” ereditato da Joseph Ratzinger, il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Il quale continua a essere saldamente al timone del governo vaticano e il 2 dicembre, ossia tra tre mesi e mezzo scarsi, compirà 79 anni. Se ne andrà? Chissà: ma c'è chi è pronto a giurare che, abbandono della Segreteria o meno, il cardinale in qualche modo potrebbe restare alla presidenza della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello IOR, questo malgrado la nomina di un'apposita commissione voluta da Papa Francesco per controllare le operazioni bancarie dell'Istituto per le Opere di Religione. Istituto che auspice il presidente Ernst von Freyberg, ha inaugurato di recente il proprio sito e si appresta a rendere pubblici i suoi bilanci e sull'onda di un motu proprio dell'8 agosto scorso che ha potenziato la vigilanza in tema di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa con il rafforzamento della vigilanza e l'avvio della vigilanza prudenziale su IOR, APSA e tutti gli enti vaticani ad opera dell'AIF, l'Autorità d'Informazione Finanziaria (l'antiriciclaggio vaticano). Insomma, si torna “sui banchi” con un programma molto tosto.

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