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Isis, arrestati agenti Usa per aiuti? “I servizi vogliono la guerra”

Isis, arrestati agenti Usa per aiuti? “I servizi vogliono la guerra”
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“Americani e israeliani aiutano l’Isis“. Secondo alcune fonti agenti dei due paesi sarebbero stati arrestati. “Vogliono armare il Califfato”. Aldo Giannuli, esperto di intelligence e ideologo del M5s, ad Affaritaliani.it dà la sua chiave di lettura

“Americani e israeliani aiutano l’Isis“. La voce si è diffusa dal Medio Oriente e secondo alcune fonti elementi operativi dei due paesi sarebbero stati arrestati per questo motivo. “Vogliono armare il Califfato”. Aldo Giannuli, esperto di intelligence e ideologo del M5s, ad Affaritaliani.it: “La chiave di lettura? Sul fatto in sé non si può dire nulla. Sono solo ipotesi ma una vittoria sull’Isis ottenuta grazie all’Iran e agli sciiti sarebbe una sciagura per Israele. Ambienti dei servizi americani legati ai repubblicani auspicano un intervento Usa e potrebbero voler creare qualche grana a Obama…”

LA VOCE DEGLI ARRESTI

L’episodio risalirebbe all’inizio di marzo e la voce si è diffusa nell’ultima decina di giorni. Secondo l’agenzia irachena Sarma News e l’agenzia iraniana Tasnim News sarebbero stati arrestati in territorio iracheno 4 consiglieri militari americani e israeliani. Tre degli arrestati avrebbero avuto una doppia cittadinanza Usa-israeliana. Gli arresti sarebbero avvenuti durante un’operazione militare antiterroristica nel deserto di Tal Abta, vicino alla città di Mosul. Altre voci arrivano dalla Siria. Le notizie sono rimbalzate su vari siti anche americani. Successivamente sono arrivate anche le accuse di Qasim al-Araji, capo dell’organizzazione Badr in Iraq. al-Araji sostiene che gli Stati Uniti stiano armando l’Isis con finalità ancora tutte da chiarire.

L’INTERVISTA  (@LorenzoLamperti)

Sia le accuse sia il fatto concreto degli arresti sono chiaramente da verificare e prendere con le molle ma intanto queste voci danno respiro ad alcune teorie cospirative. Affaritaliani.it ha intervistato Aldo Giannuli, esperto di intelligence e ideologo del M5s, per provare a capire le possibili chiavi di lettura.

Aldo Giannuli, al di là della veridicità o meno della notizia degli arresti, quanto è veritiera la teoria secondo la quale Usa e Israele starebbero armando l’Isis?

In merito agli arresti è molto difficile capire che cosa è successo realmente. Abbiamo comunque, in astratto, una teoria che può anche essere veritiera, in particolare per quanto riguarda Israele il cui nemico strategico, ancor prima dell’Isis, è l’Iran. Israele, infatti, potrebbe avere interesse ad aiutare l’Isis per forzare un intervento di terra americano. Una vittoria ottenuta grazie all’Iran e agli sciiti per Israele sarebbe una sciagura. Nelle guerre coperte si fanno tante azioni di tipo provocatorio.

E per quanto riguarda gli Stati Uniti?

Qui l’eventuale coinvolgimento è meno chiaro. L’ipotesi potrebbe essere letta in diversi modi. Fosse vero, e ripeto che non ne abbiamo le prove allo stato attuale, potrebbe essere un’azione di quei settori dello Stato maggiore e dei servizi che auspicano non solo un intervento aereo ma anche un intervento di terra. In questo senso un’azione coperta di sostegno all’Isis può spingere, nell’ottica di chi la fa, gli Usa a intervenire. Altrimenti si potrebbe pensare a quei settori dei servizi legati al partito Repubblicano che intendono creare qualche grana all’amministrazione Obama. Oppure potrebbero essere settori dei servizi legati direttamente agli israeliani. Le chiavi di lettura sono molteplici.

Esclude comunque che possa nel caso essere un intervento ispirato dall’amministrazione Obama?

Questo è da escludere. Non avrebbe senso per Obama. Lui non vuole intervenire, a che gli servirebbe aiutare il Califfato? Certamente, ripeto, c’è una parte direi addirittura maggioritaria dello Stato maggiore che vorrebbe intervenire nell’area. E se qualcuno ha in testa di andare a rimettere piede nella zona un’operazione del genere ci sta.