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Gentile, l’Istituto dei Tumori: “Coerente la sua presenza nel Cda”

I vertici dell’Istituto Nazionale dei Tumori intervengono su Affaritaliani.it in merito alle polemiche sorte dopo la nomina nel cda dell’INT di Andrea Gentile, figlio del sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile

Di Alberto Maggi ( @AlbertoMaggi74 )

“L’Istituto Nazionale dei Tumori non considera singolare il fatto che uno dei consiglieri della Fondazione sia un avvocato”. Lo spiegano i vertici dell’Istituto Nazionale Tumori con una nota inviata ad Affaritaliani.it.

“È evidente che le conoscenze giuridiche in quest’ambito sono pertinenti e importanti. La stessa Fondazione, a ben guardare, ha anche funzioni che travalicano lo stretto ambito sanitario e della ricerca biomedica e sanitaria, infatti ad essa, per esempio, è demandato anche il compito di “reperire risorse aggiuntive da destinare alla ricerca e alla qualificazione del personale”, potendo svolgere, in proprio o con altri soggetti pubblici e privati, attività strumentali, anche produttive, nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti per gli Enti no profit.

Insomma può costituire società, stipulare accordi e concludere contratti, purché ovviamente i proventi di queste molteplici attività siano dedicati al fine statutario della “lotta al cancro”. La struttura, del resto, è stata costituita in Fondazione anche per poter trascendere le funzioni e l’operatività riservate alle professioni mediche.

È quindi coerente con questa mission la presenza nel board di un avvocato, che tra l’altro non è l’unico membro del CdA a non avere una formazione medica o sanitaria in genere”.