Kering vede crescere i ricavi nel primo semestre dell’anno a 7,22 miliardi +1% mentre il fatturato di Gucci, il marchio di punta del gigante del lusso francese, ha superato le attese degli analisti nel secondo trimestre grazie anche al mercato statunitense che ha apprezzato le nuove linee di borse Parapazzo e Borsetto e ha visto crescere le vendite anche nelle borse da uomo. I ricavi hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro, superando la previsione di consenso degli analisti che era pari a 1,37 miliardi.
Il calo è stato del 4% con un miglioramento significativo rispetto al calo dell’8% registrato nel trimestre precedente, sebbene rappresenti comunque il dodicesimo calo trimestrale consecutivo delle vendite del marchio italiano, un tempo motore degli utili di Kering ma che negli ultimi anni è entrato in crisi. “Siamo ancora all’inizio del percorso e restiamo realistici riguardo alle sfide che ci attendono”, ha detto l’ad Luca De Meo. Anche perché il nuovo direttore creativo, il georgiano Demna Gvsalia non ha evidentemente portato i risultati sperati sul fronte della moda. I conti di Kering arrivano il giorno dopo che il suo principale rivale, Lvmh, ha riportato un leggero aumento delle vendite trimestrali nella sua divisione moda, causando un calo dei titoli. Invece le azioni di Kering sono salite del 3,5% dopo i conti anche se da inizio dell’anno il calo è ancora alto: il 17%. Certo è che la performance del secondo trimestre, migliore del previsto, potrebbe rassicurare gli investitori sul fatto che Gucci sia sulla buona strada per registrare una crescita nell’intero anno, un impegno assunto da De Meo nell’ambito del suo piano per rilanciare le sorti del conglomerato francese da 30 miliardi di euro.
Nel complesso, le vendite di Kering sono aumentate del 2% nel trimestre, al netto delle fluttuazioni valutarie, appena al di sopra delle aspettative degli analisti che prevedevano una crescita dell’1,7%. Da sottolineare che il conflitto in Iran ha sottratto un punto percentuale alla crescita. Il gruppo, che ha chiuso 84 negozi nel primo semestre su un totale di 100 previsti nell’anno, ha inoltre registrato, un margine operativo del 12,8%, superiore alle previsioni degli analisti, ma ancora ben al di sotto dei livelli dei concorrenti. L’indebitamento netto è pari a 3,3 miliardi di euro alla fine di giugno, in calo rispetto agli 8 miliardi di euro registrati alla fine dello scorso anno. Kering cerca ora di smarcarsi dai risultati di Gucci che ha visto le vendite dimezzarsi negli ultimi tre anni, puntando anche sulla gioielleria. “Vediamo un potenziale di crescita significativo in questo settore per tutte le nostre case di moda”- ha sottolineato De Meo.

