L’Arcivescovo sudafricano e Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu, si è detto favorevole all’eutanasia per i malati terminali, ritenendo che la società dovrebbe consentire a questi malati di poter avere una “morte dignitosa”.
In un editoriale su il Washington Post in occasione del suo 85 esimo compleanno, scrive: “Con la mia vita più vicina alla fine, vorrei aiutare le persone a morire con dignità, come ho sempre sostenuto che nella vita ci vuole compassione ed equità, cosi’ credo che i malati terminali dovrebbero essere trattati quando si tratta della morte, con la stesa compassione ed equità.
“Le persone che stanno per morire-continua Tutu- dovrebbero avere il diritto di scegliere come e quando lasciare la terra.
Perché invece in tanti sono costretti a dover soffrire di dolori terribili contro la loro volontà? Rifiutando alle persone di morire in dignità, non siamo capaci dimostrare la compassione che è al centro dei valori cristiani”.
Queste prese di posizione su tale delicato e importante tema cosiddetto eticamente sensibile”, che può essere definito a mio avviso, sociale perché riguarda la vita delle persone, di quest’autorevole esponente della Chiesa anglicana, da sempre impegnato a sostegno degli oppressi e per i diritti umani e civili, e la dimostrazione che l’eutanasia non è inconciliabile con l’essere cristiani, anche se, però la Chiesa cattolica Romana soprattutto, mantiene ancora una posizione di ferma e decisa contrarietà alle pratiche eutanasiche.
