Intervista al prof. Giuseppe Mineo, Scuola di specializzazione in Ortopedia – Università di Milano, co-Presidente Congresso della S.P.L.L.O.T., Società Piemontese, Ligure, Lombarda di Ortopedia e Traumatologia

di Cinzia Boschiero
Domanda: quanto è cambiata l’ortopedia e la traumatologia in Europa?
Risposta: con le nuove tecnologie e con i biomateriali e le tecniche mininvasive, si può dire che ci sia stata una vera evoluzione nella cura sia ortopedica che traumatologica in Italia, in Europa e nel mondo. Come ha di recente sottolineato il Prof. Grassi Federico , Presidente della S.P.L.L.O.T. la formazione di qualità è alla base di una Sanità moderna. Proprio per questo , in occasione del 110° Congresso della nostra Società medico- scientifica approfondiremo tutte le novità e le evidenze sia in Ortopedia che in Traumatologia.
Domanda: quanto è importante il ruolo delle Università e delle Scuole di specializzazione per creare nuovi medici e professionisti adeguati a ciò che chiede il mondo del lavoro?
Risposta: le reti scientifiche, i programmi europei di ricerca, le borse di studio e di mobilità dei ricercatori sono fondamentali. Inauguriamo il 14 novembre a Milano il nuovo Polo didattico universitario della Scuola di specializzazione in ortopedia e traumatologia dell’Università di Milano, presso l’aula magna dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, proprio con un convegno sul tema “Etica, salute e cittadinanza europea” per sottolineare come una sinergia comunitaria per le nuove professioni anche in sanità debba essere condivisa. E’ fondamentale una strategia comune per valorizzare le aziende ospedaliere, rendere più efficienti i servizi al cittadino, consentire a chi lavora nella sanità di crescere professionalmente. Di recente, al Parlamento europeo, si è dibattuto della tessera del professionista europeo, che tocca anche il settore sanitario e sulla base degli ultimi dati dell’osservatorio europeo dei posti di lavoro che ha evidenziato come la sanità sia un ambito in cui l’Europa necessita medici e infermieri e operatori sanitari che sappiano gestire anche l’allungamento della vita e tutto quello che ciò comporta in termini sociali oltre che assistenziali, è prioritario confrontarsi sulle best practices. Ecco perché abbiamo invitato al nostro convegno nazionale l’on. Patrizia Toia, parlamentare europeo, vicepresidente commissione ITRE (Commissione Industria, ricerca e energia del Parlamento europeo) , per spiegare cosa cambia con l’ottavo Programma quadro europeo della ricerca , con il programma Erasmusplus e con Europa2020. Inoltre la dott.ssa Silvia Deandrea, dell’Unità Salute pubblica dell’ Istituto per la Salute e la protezione dei Consumatori, Direzione Generale, JRC Ispra spiegherà come la Commissione europea punti sui giovani ricercatori anche in sanità.
Domanda: il programma sanità pubblica europeo è in vigore sino alla fine del 2013, ne parlerete anche nel congresso di Monza?
Risposta: a Monza nei giorni 8 e 9 novembre, sono previsti contributi medico-scientifici di esperti europei oltre che nazionali e abbiamo scelto argomenti che possano essere considerati dei ‘classici’ per la loro importanza, ma sufficientemente datati da meritare un aggiornamento, quali le complicanze della chirurgia protesica, materiali in ortopedia e traumatologia, fratture prossimali dell’omero. Inoltre nel 110° Congresso S.P.L.L.O.T. è prevista una importante sessione dedicata agli specializzandi e, in contemporanea, si svolgeranno anche delle sessioni parallele per Tecnici Ortopedici, Infermieri e Fisioterapisti, per le quali è previsto un grande afflusso di partecipanti. E’ previsto anche un workshop sulle infezioni osteoarticolari, un workshop sulle nuove tecnologie nelle protesi d’anca e un workshop sull’evoluzione della ortopedia pediatrica e dell’età evolutiva. Diciamo che esperti nazionali di rilievo si confrontano soprattutto sulle complicanze nella chirurgia protesica in particolare per anca, spalla, ginocchio e bacino. Nella prima giornata dell’8 novembre si parlerà inoltre delle tecniche più up-to-date della chirurgia e dell’utilizzo dei nuovi materiali nel trattamento di alcune lesioni quali quelle dell’omero e della tibia. Sarà trattato anche il tema delle fratture complesse di radio. La professione del chirurgo è cambiata e anche le stesse sale operatorie lo sono. Si lavora molto più in team sia con anestesisti che con fisioterapisti, neurologi etc.
Domanda: ma quanto la mininvasività fa parte oggigiorno dell’approccio orto-traumatologico?
Risposta: i risultati della mini-invasività sono buoni a livello europeo nel trattamento di specifiche fratture, si tratta di una chirurgia di elezione che consente al paziente di riprendere il proprio ritmo di vita prima rispetto alle tecniche più invasive, grazie anche al fatto che la stessa riabilitazione ha fatto degli enormi passi avanti ed è di supporto sia prima che dopo ogni operazione chirurgica.
