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Cronache

 

Slot Machine

"Luigi era preda del gioco". Ivan Dan, 40 anni, racconta il vizio dell'ex marito, protagonista della sparatoria davanti a Palazzo Chigi. Prima le slot machine, poi il biliardino. Lì l'uomo, disoccupato, ha perso "un sacco di soldi". E torna d'attualità il tema del gioco d'azzardo. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta propone di alzare le tasse sul gioco per restituire l'Imu. I cattolici non ci stanno: "Il nuovo governo limiti l'azzardo". Arnaldo Foà su Affaritaliani.it chiede a Letta di togliere le mani dalle macchinette. Ma il legame tra Stato e videopoker è profondo e difficile da recidere. In ballo ci sono anche 96 miliardi di euro...

LO SPECIALE DI AFFARI SUL GIOCO D'AZZARDO

IL CASO/ Scandalo slot machine, scontati 96 miliardi di euro. Il governo li recuperi per il welfare

L'INCHIESTA/ Malati di gioco, in Italia è boom. "La dipendenza? Colpa della solitudine"  

I NUMERI DEL GIOCO D'AZZARDO. Cnr: "Problema del 42% degli uomini italiani". Federserd: "Italia primo Paese in Europa per denaro giocato in rapporto alla popolazione"

L'INTERVISTA/ Quando l'azzardo diventa una dipendenza. "Per giocare rubo soldi a mio marito"

 

LA EX DI PREITI: "LUIGI HA IL DEMONE DEL GIOCO" - "Luigi non ha mai fatto mancare nulla al figlio". Lo ha detto Ivana Dan, 40 anni, ex moglie dell'uomo che oggi ha ferito due carabinieri davanti a Palazzo Chigi, nel corso di un breve colloquio con i giornalisti davanti alla sua porta di casa a Predosa, 2.100 abitanti ad una ventina di chilometri da Alessandria. "È sempre stato un buon padre", ha aggiunto la donna, lunghi capelli neri, jeans e giubbotto di pelle nera. Dalla sua bocca non esce neppure una parola negativa nei confronti dell'ex marito, dalla quale si era separata nel 2011, quando l'uomo aveva fatto ritorno a Rosarno. Eppure, gli ultimi anni di vita coniugale non devono essere stati semplici. "Era preda del gioco", ha detto agli investigatori, che hanno ascoltato a lungo il suo racconto e quello del fratello dell'uomo, Arcangelo, anche lui d'accordo sul fatto che i problemi erano iniziati proprio a causa del gioco. Prima le slot machine, poi il biliardino, a cui aveva perso un sacco di soldi.

BRUNETTA: "ALZARE LA TASSA SUI GIOCHI PER RESTITUIRE L'IMU" - Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta assicura che l'Imu sulla prima casa "non si paghera' ne' a giugno, ne' a fine anno e quella del 2012 sara' restituita". Brunetta sa bene che per una misura del genere ci vogliono 8 miliardi di euro quest'anno. "Noi - spiega - abbiamo indicato le coperture: lotto, giochi, accise, tabacchi per la parte strutturale e l'accordo sull'evasione con la Svizzera anticipato dalla Cassa Depositi e Prestiti per la parte one-off. Per noi sono coperture solidissime. In ogni caso c'e' un ministro dell'Economia come Saccomanni, che sicuramente sapra' come fare".

AIART: "NUOVO GOVERNO LIMITI AZZARDO" - Lo chiede l'associazione dei telespettatori cattolici No ad un aumento del gioco d'azzardo per eliminare l'Imu. Lo afferma il presidente dell’Aiart Luca Borgomeo in una nota dell’associazione dei telespettatori cattolici. "Siamo molto perplessi quando sentiamo che c’è chi propina più giochi e lotterie per togliere l’Imu. Siamo preoccupati perché si profila uno Stato sempre più biscazziere. Anzi, chiediamo che il futuro governo si impegni a limitare l’azzardo e gli spot in tv. I giochi d’azzardo stanno riducendo sul lastrico migliaia di famiglie, che sperano nelle scommesse per curare i mali della crisi. Non è pensabile fare leva sui vizi degli italiani per fare cassa".

L'ANALISI DI ALBERTO FOA'/ LETTA TOLGA LA MANO DELLO STATO DAL GIOCO

Su Enrico Letta nuovo Presidente del Consiglio incaricato ho solo tre cose da dire: 1) speriamo si impegni più e meglio che come vice di Bersani, 2) bene, nel caso, avere il premier più giovane d'Europa e 3) male, nel caso, avere un altro premier che frequenta Aspen e soprattutto Bildenberg. Invece, a tutte le emergenze che, nel caso, il Governo Letta, si troverà ad affrontare vorrei aggiungere la ludopatia da slot. Le slot sono quella cosa - direbbero Cochi & Renato – che ti ci butti dentro solo se sei fuori. Bene, cioè male, perché allora, fuori, lo sono la stragrande maggioranza degli italiani. E chi non lo è ancora, con le slot, ha la quasi matematica certezza di diventarlo. Giuro che ho visto persone delle più varie estrazioni parlare con le macchine, cambiava solo il tono del discorso; per la stessa slot, per esempio, a seconda dell'educazione, del grado di disperazione, ipocrisia ed ignoranza, si può passare (a volte anche sulla stessa persona, a seconda del tempo che ci perde, oltre ai soldi) dal "dai, brava la mia gallinella, vero che adesso mi dai tre ovetti?" al meno diplomatico "brutta gallina del beep, beeppa i tre ovetti o ti spacco il beep da dove li devi fare". Comunque, senza ricorrere ad alcun tipo di moralismo, avrei tre cose da dire su questo argomento: 1) è inammissibile per un Paese civile che sia lo Stato a propinare questi veleni ai cittadini, 2) ammesso che lo Stato non possa rinunciare ai ricavi da slot, trovi il modo di ridurre i margini dei suoi soci e non prenda più tutto dai cittadini, cervelli inclusi e 3) non sempre - anzi, quasi mai - più ricavi uguale maggiori guadagni. Nel caso delle slot, la cosa ha del paradossale e ce ne accorgiamo leggendo - anche se va detto che per leggerle serve la lente d'ingrandimento - le cosiddette avvertenze per l'uso. Infatti, accanto, sopra (qualche volta dietro) o comunque nella stessa stanza di ogni slot c'è una serie di avvertimenti surreali, tipo, "gioca con moderazione" o “il gioco può creare dipendenza”, come se uno senza dipendenza potesse mai passare intere giornate a farsi prendere per i fondelli da una gallina virtuale o meglio ancora - cioè ancora peggio - uno vittima di dipendenza potesse giocare con moderazione. Che poi, mi chiedo, quanto tanta sarebbe questa moderazione e chi ne stabilisce i limiti? Il colmo, per lo Stato, è che riconosce i guai clinici del sistema slot e, di conseguenza, alla cosiddetta posologia e alle fesserie di cui sopra, deve aggiungere il numero della Asl più vicina, il consiglio di chiamarla e la concreta possibilità di addossarsi, volente o nolente, le spese per la cura. Quindi ecco che se tutti i malati di slot si rivolgessero allo Stato per cercare di guarirne, i soci più o meno occulti e legittimi dello Stato continuerebbero a fare soldi a palate, la gallinella continuerebbe a non fare più di un ovetto per volta ma allo Stato non resterebbe molto - la chiara senza il tuorlo - e sarebbe una vera e propria frittata. Per questo, riguardo a questo, ho tre consigli per il Governo Letta: 1) investa sull'ippica, che almeno dà lavoro a qualcuno invece di toglierglielo, insieme alla dignità e al cervello, 2) valuti bene i pro e i contro, prima di creare degli automi dell'azzardo truccato e 3) sequestri a se stesso - e ai suoi soci - le slot le usi per sorteggiare i dicasteri, sapendo che anche sto giro la gallina fa massimo un ovetto solo di quelli d'oro e che, soprattutto, non è tutto oro quello che luccica...

Tags:
preitigioco d'azzardo
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