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La Russa: “Centrodestra mai con Vannacci, anzi, rafforza l’opposizione. Meloni al Quirinale? Non è un obiettivo”

Il presidente del Senato sull’ex generale: “Al momento rafforza il centrosinistra. Il dopo Mattarella non è visto da Giorgia come un obiettivo”

La Russa: “Centrodestra mai con Vannacci, anzi, rafforza l’opposizione. Meloni al Quirinale? Non è un obiettivo”

“La posizione di Vannacci è legittima, ma non ha niente a che spartire con noi”. Lo afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa – in un’intervista a ‘La Stampa‘ a firma del vicedirettore Luciano Tancredi – sostenendo che, come già detto dalla premier Giorgia Meloni, è esclusa ogni alleanza con Futuro nazionale dell’ex generale.

E alla domanda se il partito di Vannacci possa rafforzare o indebolire il centrodestra, La Russa risponde: “Per il momento è un rafforzamento del centrosinistra. E credo che tale rimarrebbe, perché la situazione è evidente. Non lo abbiamo cacciato. Vannacci era vicepresidente di un partito del centrodestra. Ha deciso di fondarne uno suo: legittimo. Ha deciso di votare contro il governo: legittimo. Ha deciso di raccogliere i transfughi del centrodestra, quelli che pensavano che non li avremmo ricandidati: legittimo. Ma è altrettanto legittimo dire che cosa c’entri tutto questo con noi. Uno può qualificarsi come vuole, ma non esiste un’unica destra”.

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Il presidente del Senato elenca poi alcune delle distanze con Vannacci: “Penso alla sua posizione sul femminicidio, che rigetto in toto”. O al patriarcato: “Forse La più grande novità che Meloni ha introdotto nella destra e nella politica italiana è proprio questa: una donna può raggiungere un livello che prima nessuna aveva raggiunto e può farlo senza aver bisogno di un uomo che le spiani la strada”. E sull’Ucraina: “La premier lo ha detto ‘non mi alleerò mai con chi non ritiene giusto aiutare l’Ucraina a resistere all’invasione russa’. Un’invasione che, come viene minacciato ancora oggi, potrebbe estendersi all’Europa”.

Alla domanda se, in caso di vittoria delle elezioni “puntate al Quirinale? Magari con una donna…”, La Russa risponde: “Se per donna intende Giorgia, non è nelle cose”. “Il dopo Mattarella non è visto da Giorgia come un obiettivo, per nessun motivo”. Quanto invece a una sua eventuale ascesa al Colle, il presidente del Senato risponde: “No, questo proprio non lo potrei fare. Non me lo farebbero fare e, aggiungo, non mi piacerebbe farlo perché cambierebbe completamente la mia vita e quella dei miei familiari”.

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Infine sulla legge elettorale, La Russa difende il premio previsto: “Tutti i sondaggi, già un anno fa, davano come probabile, nel caso dell’auspicata unione a sinistra del cosiddetto campo largo, mettendo dunque insieme capre e cavoli, un risultato di pareggio. Ma La politica non è il calcio. Pareggio significa tradire il voto degli elettori”. “Per evitare questo, si è pensato a una legge che, attraverso un premio di governabilità e non di maggioranza, consentisse di governare a chi ottiene, a livello nazionale, anche un solo voto in più” sostiene.

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