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Attentato Ranucci, il legale: “Vittima ma gli si imputa un danno d’immagine”. Il pm sentirà di nuovo il giornalista

La Procura attende l’esame di cellulari e pc sequestrati. Il legale riferisce una frase di Lavitola, ma i pm la smentiscono

Attentato Ranucci, il legale: “Vittima ma gli si imputa un danno d’immagine”. Il pm sentirà di nuovo il giornalista
Report, Sigfrido Ranucci

La Procura vuole ascoltare nuovamente Sigfrido Ranucci dopo l’interrogatorio in cui Valter Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato. Prima saranno esaminati cellulari, pc e pen drive sequestrati. Intanto il legale del giornalista, Roberto De Vita, interviene dopo l’audizione al Comitato etico Rai e denuncia il rischio che alla vittima dell’attentato venga attribuito anche un danno d’immagine.

Il legale parla di una frase su Ranucci, ma la Procura nega che sia stata pronunciata

La Procura intende ascoltare nuovamente Sigfrido Ranucci come persona informata sui fatti. Come riporta il Corriere della Sera, l’audizione arriverà dopo l’esame di cellulari, pc e pen drive sequestrati a Valter Lavitola, che nel corso dell’interrogatorio ha ammesso di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista. Gli investigatori vogliono ricostruire con maggiore precisione i rapporti tra i due e le conversazioni avvenute prima e dopo l’azione del 16 ottobre 2025.

L’interrogatorio ha lasciato aperto soprattutto un contrasto tra la versione del difensore di Lavitola e quella della Procura. L’avvocato Sergio Cola, alla domanda se fosse stato chiesto al suo assistito se Ranucci conoscesse il piano dell’attentato, aveva risposto “no comment”. Gli inquirenti confermano che la domanda è stata posta, ma il contenuto della risposta non è emerso. È stato precisato invece che Ranucci è parte offesa. Secondo il legale, il gip avrebbe fatto ascoltare un’intercettazione a Lavitola e il suo assistito, dopo averla sentita, avrebbe dichiarato: “Non escludo che Ranucci sapesse del mio piano”. La Procura smentisce categoricamente che quella frase sia stata pronunciata durante l’interrogatorio.

Il difensore non ha chiarito se si riferisse eventualmente a quanto Lavitola gli aveva confidato durante un colloquio precedente all’interrogatorio. Non è definito neppure il momento in cui, secondo questa ricostruzione, Ranucci avrebbe potuto comprendere le intenzioni del faccendiere, cioè se prima o dopo l’attentato. Nel corso dell’interrogatorio Lavitola avrebbe ricordato anche di avere parlato con il giornalista di Report, fornendogli alcuni suggerimenti. Sergio Cola è lo storico difensore di Lavitola e lo ha assistito anche in precedenti procedimenti con ricadute sulla politica nazionale, dalla cosiddetta “compravendita dei senatori” del 2008, che contribuì alla caduta del governo Prodi, alla vicenda della casa di Montecarlo del 2011 che coinvolse Gianfranco Fini.

Il gip, che ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata da Lavitola, ha utilizzato più volte l’aggettivo «inverosimili» valutando alcuni passaggi della ricostruzione. Nelle carte viene analizzato anche il comportamento dei due uomini nelle settimane successive all’attentato. Il giudice scrive: “Dall’esame dei messaggi scambiati tra Lavitola e la persona offesa, si evince come gli sfoghi di Ranucci in merito alle sue difficoltà lavorative cessino dopo l’esecuzione dell’azione delittuosa nei suoi confronti. E lo stesso Ranucci condivide con soddisfazione con l’amico sondaggi e commenti che dimostrano il momento di rilevante popolarità che sta vivendo”.

Ranucci era già stato ascoltato in Procura subito dopo l’attentato e durante quella deposizione aveva indicato diverse piste investigative. Non aveva parlato della sua amicizia con Lavitola. Il rapporto tra i due non era stato riferito neppure dopo l’arresto dei quattro esecutori dell’attentato.

Gli investigatori stanno approfondendo anche quanto accaduto nella notte del 5 luglio, immediatamente dopo una perquisizione. Lavitola chiamò Ranucci attraverso Signal, applicazione che protegge le conversazioni dall’ascolto di soggetti esterni. Durante la telefonata mise però il cellulare in viva voce e questa circostanza consentì agli investigatori di registrare il dialogo attraverso un’intercettazione ambientale. La telefonata durò due ore, ma soltanto una parte della conversazione venne registrata perché a un certo punto Lavitola scese dall’auto. Anche quel dialogo potrà essere confrontato con il materiale presente sui dispositivi sequestrati prima della nuova audizione di Ranucci.

De Vita: “Alla vittima viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine”

Sul fronte Rai interviene Roberto De Vita, avvocato di Sigfrido Ranucci, dopo la consegna all’amministratore delegato Giampaolo Rossi della relazione del Comitato etico sulla vicenda che coinvolge il giornalista.

“Come già in precedenti audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report, Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza, ben consapevole di come il giornalismo di inchiesta esponga costantemente a critiche ed attacchi. Come quello che sta avvenendo adesso dove alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia”.

De Vita riferisce anche l’esito dell’audizione di Ranucci davanti al Comitato Etico della Rai: “Nella lunga audizione davanti al Comitato Etico della Rai il dottor Ranucci ha risposto in modo puntuale ed approfondito a tutte le domande rivolte, offrendo elementi fattuali che hanno fugato ogni possibile dubbio in ordine ad infondate e pretestuose ricostruzioni politiche e giornalistiche sul modo in cui in questi anni sono state svolte le inchieste ed è stata guidata la trasmissione”.

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